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Non sei tu il Confessionale, o Papa, siamo noi; ma comprendici e anche la cattolicità ci comprenda.

Nel nome della Patria, nel nome della Famiglia, tu induci alla vendita delle anime, alla libera triturazione dei corpi.

Tra la nostra anima e noi, abbiamo tante strade da percorrere e distanze sufficienti da potervi interporre i tuoi preti barcollanti e quel cumulo di dottrine avventurose di cui si nutrono tutti i castrati del liberalismo mondiale.

Il tuo Dio cattolico e cristiano che, come gli altri dèi, ha pensato tutto il male:

1° Te lo sei messo in tasca.

2° Non sappiamo che farcene dei tuoi canoni, dei tuoi indici, del peccato, del confessionale, della tua pretaglia. Noi pensiamo ad un’altra guerra, la guerra a te, Papa, cane.

Qui lo spirito si confessa allo Spirito.

Dall’alto in basso della tua pagliacciata romana, ciò che trionfa è l’odio delle verità immediate dell’anima, di quelle fiamme che bruciano direttamente lo spirito. Non c’è Dio, Bibbia o Vangelo, non ci sono parole che possano arrestare lo spirito.

Noi non siamo al mondo. O Papa confinato nel mondo, né la terra, né Dio parlano per bocca tua.

Il mondo è l’abisso dell’anima, Papa contorto, Papa estraneo all’anima, lasciaci nuotare nei nostri corpi, lascia le nostre anime nelle nostre anime, non abbiamo bisogno della tua lama di chiarezze.


[La Revolution Surrealiste, n.3, 1925]