E agitazione sia!

23-30 aprile, Belgio. 
A Louvain e a Dilsen c'è stata un'epidemia di vetrine spaccate in un supermercato e in un grande magazzino.
Ad Anversa, è stato appiccato il fuoco a una ditta di manutenzione dei trasporti pubblici. Le fiamme sono partite da un vecchio locomotore, prima guidato da un lavoratore licenziato da poco.
A Charleroi l'azienda di telecomunicazioni Belgacom di Gilly è stata presa di mira da un attentato incendiario. Obiettivi: un ufficio e una cabina di distribuzione.
A Liegi — e non è la prima volta — la residenza del ministro federale degli Affari Esteri è stata colpita da uno scoppio di vernice rosso sangue, definito dal ministro "vandalismo puro e semplice". A noi appare come minimo un simpatico suggerimento di natura estetica, utile per ampliare la conoscenza circa l'indirizzo di un oppressore.
Sempre a Louvain, a Bierbeek, ignoti hanno festeggiato il primo maggio fracassando le finestre di un'azienda di promozione del lavoro.
A Tournai un detenuto del carcere locale ha causato un incendio, presto domato, lanciando dalla sua cella del liquido infiammabile. In Belgio si susseguono senza sosta i gesti di ribellione dei prigionieri, le rivolte, le aggressioni alle guardie, i danneggiamenti, al punto che i secondini hanno appena proclamato lo stato di agitazione.