Brulotti

Invito

«Il francese è un animale da cortile così bene addomesticato
che non osa scavalcare alcuna palizzata»
Charles Baudelaire, 1864
 

Da qualche settimana, i trafficanti di carne umana a capo degli Stati europei lanciano l’allarme sullo sfondo di questioni geopolitiche ed energetiche ben più ampie: alle loro porte orientali si accalcano alcune migliaia di viaggiatori indesiderati che tentano di fuggire dalla miseria, dalla guerra, dall’oppressione. Provenienti dall’Iraq, dalla Siria, dall’Afghanistan, dallo Yemen o dal Kurdistan, sono rimasti incastrati nelle gelide foreste bielorusse di fronte a 15.000 soldati polacchi e ai loro reticolati di filo spinato srotolati in tutta fretta.

Brulotti

Dardi3

Sempre più persone presenti alle proteste, sempre più voci ad unirsi al coro, sempre più gruppi e comitati, sempre più copie di volantini distribuiti, di manifesti attacchinati, sempre più soldi con cui finanziare la lotta... ma a quale fine?
Brulotti

Palindromi

Prima sono venuti a denigrare filosofi e ricercatori che criticavano pubblicamente la fondatezza di ragioni e dati dichiarati dal governo per legittimare l'imposizione di divieti e la sospensione di libertà. Ma i comuni mortali non frequentano chiostri speculativi e laboratori scientifici, per cui ben pochi si sono interessati a loro.
Poi sono venuti a radiare i medici che dubitavano dei protocolli sanitari antipandemici stabiliti dal governo. Ma questi medici non vengono ospitati di continuo nei programmi televisivi, non vantano alcuna fama, per cui...

Brulotti

Fasci d'erba

Nato sotto il cielo plumbeo di Berlino, era solito trascorrere le vacanze in un paese mediterraneo, assolato, caldo, bagnato dal mare. Coi suoi tratti somatici spiccava in mezzo agli abitanti locali, di cui aveva imparato l'idioma, i quali per lo più lo trattavano con cortesia, talvolta con indifferenza. Non tutti, però. Fra loro c'era anche chi lo guardava in cagnesco, con sospetto, con trattenuto rancore. Un giorno ebbe la sventura di imbattersi in uno di loro, che al suo saluto rispose sbraitando:
«Cosa vuoi? Perché mi saluti? Siamo forse amici?»
Contropelo

A tentoni...

I servizi statali hanno registrato centinaia di sabotaggi a partire dal 2018 contro infrastrutture di telecomunicazione. Antenne incendiate, fibre ottiche sezionate, centraline bruciate, armadi di distribuzione telefonica scardinati: queste pratiche si sono diffuse in tutto il territorio e hanno avuto un evidente incremento quantitativo nel corso degli ultimi due anni. Anche la qualità delle attività notturne dei sabotatori sembra aver fatto un salto di qualità: ci sono stati sabotaggi che hanno interessato nodi particolarmente sensibili, altri coordinati o ripetuti nella stessa area geografica, alcuni volti a interrompere le comunicazioni di un struttura precisa, in una zona precisa o in un momento preciso... Insomma, malgrado i reiterati avvertimenti delle autorità, le grida di allarme degli operatori e un numero non trascurabile di arresti, continuano gli attacchi contro queste infrastrutture che restano difficili da proteggere da un colpo di tenaglia furtivo o da un incendio notturno.

Brulotti

Realtà virtuale

Contrazione di meta ed universo proveniente dalla fantascienza, questo grottesco concetto è il progetto di punta del pioniere dell'esibizionismo on line, consistente nientemeno che nello sviluppo illimitato e persistente di una sorta di controfigura digitale del mondo fisico, che interagirebbe di rimando con la realtà sotto forma di universo parallelo. Oltrepassando ampiamente il mondo dei videogiochi, le sue prime espansioni — che mirano a rovesciare in un universo smaterializzato parte dell'esperienza sensibile, sostituendosi parzialmente alla realtà — riguardano già, ad esempio, visite tridimensionali ai musei dal proprio divano, o noiose riunioni di lavoro a distanza in sale digitali, il tutto dirigendo il proprio avatar con un casco per la realtà virtuale infilato sulla testa.
Intempestivi

Cercare la polveriera

«Non vi dice l'esperienza vissuta che dove lo schiavo s'adagia e si rassegna al giogo,
non hanno più freno la tracotanza e l'avidità del padrone?»

 

Da quanto tempo sta andando avanti? Ne abbiamo quasi perso memoria, sommersa com'è dalla nausea ed il disgusto.
Hanno provocato, indirettamente o direttamente, una pandemia. Ne hanno aggravato la letalità, con misure politico-sanitarie del tutto insensate. Hanno lasciato morire privi dell'affetto dei loro cari chi ne veniva colpito e stremato. Hanno vietato le autopsie che avrebbero potuto contribuire a chiarire la realtà. Hanno mentito su cause ed effetti di quanto stava accadendo. Hanno intenzionalmente seminato a piene mani la paura e il terrore allo scopo di paralizzarci. Ci hanno costretto a stare chiusi in casa. Ci hanno messo un bavaglio sulla bocca, impedendoci di respirare e di parlare.

Brulotti

Della stupidità

Dietrich Bonhoeffer
 

Se l’opera teologica del pastore luterano tedesco Dietrich Bonhoeffer (1906-1945) ci lascia del tutto indifferenti, viceversa riteniamo valga la pena ricordare la sua partecipazione alla congiura per assassinare Hitler (nota come il putsch del 20 luglio 1944). Arrestato, processato e condannato a morte, poco prima di venire impiccato Bonhoeffer mise nero su bianco le sue riflessioni sulla necessità per ogni potere di diffondere la stupidità, sulla facilità con cui gli esseri umani diventano stupidi, nonché sulla pericolosità insita nel tentativo di con-vincerli. E su come davanti alla stupidità organizzata ogni parola diventi inutile. Perché solo un atto esterno di liberazione può infrangerla.

Brulotti

La vera divisione

Sebbene non fosse certo un nemico di ogni autorità, George Orwell aveva colto nel segno quando pose così i termini della questione: «la vera divisione non è fra conservatori e rivoluzionari, ma fra autoritari e libertari». Ma chi è disposto ad ammettere, a riconoscere tale divisione? Di fronte alla dilagante potenza dell'ideologia, quella che attraverso un martellamento quotidiano frastornante dalla nascita alla morte inculca in tutti noi la certezza che solo l'autorità sia al tempo stesso fonte e garanzia di libertà, quanti hanno il coraggio di affrontare la solitudine che comporta non il semplice ricordare, ma vivere un simile pensiero? Non è facile, non è comodo, non è rassicurante, non è popolare. Detto su un altro registro — non è funzionale, non è producente, non è efficace, non è conveniente.

Contropelo

Propaganda: Conoscenza o Divertimento?

Bernard Charbonneau
 
L’informazione, se ha qualche rapporto con la conoscenza, contrariamente all’idea ricevuta, non va da sé, è un atto di libertà realizzata all’opposto di ogni facilità, delle angosce e dei pregiudizi utili a difenderci. E invece ogni mattina l’informazione mediatica ci aiuta ad iniziare la giornata con l’annuncio di un sisma in Paraguay, mentre imburriamo le nostre tartine e buttiamo un occhio su un’immagine ben presto cancellata. Siamo in attesa di un avvenimento sensazionale che ci distragga dal grigiore quotidiano. Allora, invece di informarci, l’informazione occlude nei crani il minimo pertugio da cui possa passare un po’ di silenzio e di aria. Invece di accrescere la nostra conoscenza della condizione umana, non ha forse la funzione di disinformarci, aiutandoci a dimenticare il nostro personale destino, facendoci diventare atomi indifferenziati di un qualche Leviatano sociale?
Brulotti

Le fate non saranno mai elettriche!

Fin dall'infanzia siamo presi in ostaggio dal mondo moderno, che ci vanta i pregi della sicurezza facendoci dimenticare, grazie ad una serie di promesse via via non mantenute, la rilevante dose di asservimento che ci tocca accettare in cambio del progresso.
Mentre gli orizzonti che si stagliano davanti all’avanzata della civiltà si fanno sempre più cupi — con la devastazione degli spazi selvaggi, il crescente addomesticamento della vita, l’artificializzazione degli esseri — il mondo continua la sua corsa sfrenata, sempre più dipendente dalle infrastrutture energetiche e dai prodotti che queste consumano e producono: petrolio, uranio, elettricità.

Contropelo

Individuo e terrore


Leo Löwenthal


 
Secondo un'opinione ampiamente condivisa, il terrore fascista è stato solo un effimero episodio della storia moderna e per fortuna ora si trova alle nostre spalle. Non riesco a condividere tale parere. Ritengo piuttosto che il terrore sia profondamente radicato nella dinamica della civiltà moderna, in particolare nella moderna organizzazione economica. La riluttanza ad affrontare senza riserve questo fenomeno in tutte le sue implicazioni è già di per sé un sintomo subliminale del terrore. Indubbiamente per quanti vivono nel terrore è pressoché impossibile riflettere su di esso e ampliare la conoscenza dei suoi meccanismi.
Intempestivi

Green pass? Bloccare tutto

 
Astieniti da ciò che ha la testa sulle spalle, regola il passo su quello delle tempeste diceva un adagio di qualche tempo fa.
 

Oggi, mercoledì 1 settembre, è stato lanciato, in varie stazioni ferroviarie del Belpaese, un invito a bloccare i treni per criticare l’obbligo del green pass, necessario a chi vuole viaggiare su alcuni mezzi di trasporto. Cosa potrebbe accadere quando si ferma il treno della rassegnazione alla coercizione, sull’onda di «se non mi posso muovere io non si muove nessuno»?

Brulotti

Pestifera la mia vita

Per le edizioni “L'Impatience” di Marsiglia, è uscita la ristampa
aggiornata del libro/autobiografia di Claudio Lavazza
Pestifera la mia vita
 

Chi è Claudio Lavazza lo si intuisce fin dalla prima pagina di questo libro: le azioni di cui è accusato parlano chiaro. Un ribelle, anarchico, guerriero, espropriatore, che ha partecipato, insieme a tanti giovani della sua generazione, al tentativo di cambiare la società e il mondo, assumendosi tutta la responsabilità di farlo con gli strumenti che riteneva adeguati.

Brulotti

In sicurtà campare

«Siamo la ciurma anemica
d'una galera infame
su cui ratta la morte
miete per lenta fame.
Mai orizzonti limpidi
schiude la nostra aurora
e sulla tolda squallida
urla la scolta ognora...»
 

Il galeon fatale chiamato società esiste ancora, sempre più galera infame.

Brulotti

Anticaglie

“Gaie follie del dolore ridente” avrebbe dovuto essere il titolo del terzo volume postumo delle opere di Renzo Novatore, la cui pubblicazione era prevista inizialmente per la fine del 1924. Se i testi che dovevano comporlo (novelle e frammenti sparsi) sono andati poi probabilmente perduti durante un sequestro della polizia di frontiera, migliore sorte ha avuto il saggio che ne avrebbe fatto da introduzione. L’autore è Erinne Vivani, amico dell’anarchico ligure nonché assiduo collaboratore dei periodici individualisti dell’epoca.
Approfittiamo dell’occasione per comunicare che finalmente l’antologia novatoriana 
Le rose, dove sono le rose? è di nuovo disponibile presso le edizioni Gratis.

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