Brulotti

Conclusioni contro Dio, lo Stato, l'Assemblea

Arthur Arnould
 
Tutte le società moderne vivono sulla concezione di un'autorità superiore all'uomo e, di conseguenza, al di fuori e al di sopra della collettività umana. Nell'epoca in cui la religione dominava, padrona delle anime e delle cose, si chiamava Diritto divino. L'autorità era investita di un carattere sacro. L'obbedienza era un dovere, il Potere un sacerdozio. Doveva rendere conto solo a Dio, da cui era istituito.
Questo stato di cose durò fino alla Rivoluzione francese, che strappò il diritto al cielo per restituirlo all'uomo. A partire dall’89, lo Stato non rappresentava più il Diritto divino, ma il Diritto umano, la Società. Il consenso popolare, il consenso universale, presunto o effettivo, ne divenne il fondamento. Fu definito l'organo della società, che agiva e comandava in suo nome, al meglio dei suoi supposti interessi.
Brulotti

Distrazioni letali

Neil Postman
 
Aspettavamo tutti il 1984. Arrivò, ma la profezia non si avverò; gli americani più riflessivi tirarono un sospiro di sollievo, congratulandosi per lo scampato pericolo. La democrazia aveva resistito. Altrove nel mondo forse c'è stato il terrore; a noi sarebbero stati risparmiati gli incubi di Orwell.
 
Avevamo dimenticato che, oltre alla visione infernale di Orwell, qualche anno prima ce n'era stata un'altra, forse meno nota anche se altrettanto raggelante: quella del Mondo Nuovo di Aldous Huxley. Contrariamente a un'opinione diffusa anche tra persone colte, Huxley e Orwell non hanno profetizzato le stesse cose. Orwell immagina che saremo sopraffatti da un dittatore. Nella visione di Huxley non sarà il Grande Fratello a toglierci l'autonomia, la cultura e la storia. La gente sarà felice di essere oppressa e adorerà la tecnologia che libera dalla fatica di pensare.

Brulotti

Come uscirne?

 

Dal primo giorno in cui si raccolsero in tribù ad oggi che si uniscono e dividono in nazioni, gli individui hanno provato e sopportato tutte le forme d’oppressione, si sono sottoposti a tutti i sistemi di schiavitù, hanno servito tutti i tiranni, hanno curvato il collo sotto il giogo di tutte le leggi. Quando una tirannia era troppo pesante, l’hanno sostituita — è vero — con un’altra; ma anche quando hanno giurato di combattere e morire per la libertà, tutto il loro affanno in verità è stato consumato per cambiar di dominanti. 
Cos’hanno ottenuto? Il perpetuarsi della sofferenza, della miseria, d’ogni tormento, d’ogni angustia. 
Passando da un padrone all’altro, da un sistema all’altro di sfruttamento, gli individui sono restati sempre i poveri che vendono la propria fatica ad un’impresa, ad una società, oppure allo Stato, ricevendone per compenso lo stretto necessario, costretti alla fame quando il produrre ancora, per chi specula sulla loro fatica, dovrebbe significare un avvilimento della merce prodotta. I cittadini, affidando ad un patriarca, ad un capo, ad un consiglio, a delegati, a un dittatore, la facoltà di regolare il cosiddetto vivere civile nel suo complesso, sono restati sempre i sudditi dei quali si controllano movimenti e pensieri ed ai quali possono essere imposte tutte le taglie, compresa quella del sangue. 
Brulotti

I funghi marci del linguaggio

Hugo von Hofmannsthal
 
In un primo tempo mi divenne gradualmente impossibile intrattenermi su argomenti tanto elevati quanto comuni, e quindi proferire proprio quelle parole di cui gli uomini comunemente usano servirsi. Soltanto a pronunciare le parole spirito, animo o corpo, avvertivo un inspiegabile turbamento. Mi riusciva impossibile nell’intimo esprimere giudizi sui fatti della corte, sulle questioni del parlamento, o su qualsiasi altro argomento vogliate immaginare. E questo non per una sorta di prudenza: vi è nota la mia franchezza che si perde nella leggerezza! Piuttosto le astratte parole di cui la lingua naturalmente usa servirsi per portare una qualsiasi idea alla luce del giorno, mi si sfarinavano sulla bocca come funghi marci.
Contropelo

Morale e tecnica

Jacques Ellul
 
Porre la questione relativa ad «Etica e tecnica» significa porre una questione fondamentale per chi ritiene che l'etica, i valori morali e un certo futuro dell'uomo siano importanti, ma questa non mi sembra affatto una ovvietà universale!
Penso che in ogni caso ci sia un modo sbagliato di porre il problema, una maniera tradizionale, ovvero: «Nelle sue applicazioni concrete, la tecnica solleva un certo numero di problemi morali a cui si deve cercare di rispondere». Quindi vi è l’eutanasia, la logica elettronica, il linguaggio non umano, la sopravvivenza artificiale, le manipolazioni psicologiche e genetiche e così via.
In altre parole, quando si solleva il problema in questo modo si mantiene una doppia stabilità. Una prima stabilità: il nostro mondo è quello che è sempre stato, semplicemente c'è in più anche la tecnica che si è aggiunta e che bisogna quindi considerare a parte; e poi vi è una seconda stabilità: anche la morale resta la stessa di prima, con le sue strutture tradizionali, un'etica generale e un'etica speciale (da un lato i fondamenti dell’etica, i valori, e dall’altro le questioni concrete della ricerca di una soluzione per queste questioni concrete).
Brulotti

In stato di guerra

M. B.
 
Tenersi nel ricordo di questa verità:
qui, dove possiamo dire tutto o quasi, non possiamo che parlare in territorio nemico, in uno spazio in cui ogni parola, intercettata dall'avversario, sarà messa al suo servizio — un nemico amichevole, benevolo, feroce. Non siamo mai abbastanza consapevoli di questo: apparteniamo a una società contro cui siamo in stato di guerra; abitiamo in zona occupata. Tra il 1940 e il 1944 un numero abbastanza elevato di persone, per istinto o per riflessione, è stato consapevole di ciò che bisognava fare per vivere, agire e pensare in dissenso con la legge imposta. […] Detto senza giri di parole. La verità: anche qui dobbiamo sentirci (comportarci come) i neri di una società bianca; neri contro la nostra bianchezza, neri in lotta contro i più forti, pronti ad organizzare la segregazione a loro spese, cioè a rovesciarla contro di loro, anche se dovesse essere contro di noi.
Brulotti

Le giravolte di Lecce: una città frantumata

 

Un filo rosso sembra attraversare le storie vissute nel quartiere delle Giravolte di Lecce. Un luogo ormai quasi frantumato dopo l’arrivo di una palazzinara affarista, dal nome Beatrice Baldisser, che ne trasformerà il volto e il tessuto sociale in maniera irreversibile. E dopo la morte di questo quartiere, Lecce potrà dirsi una città completamente trasformata. In cambio ci sarà tanta movida e locali alla moda, ristoranti e alberghi e i diffusissimi B&B. E tanti tanti turisti. In molti saranno contenti di un turismo che consuma la città, ma pochi rifletteranno sul fatto che questo fenomeno, conosciuto ormai anche in tante città del mondo è di fatto un processo violento, disumano e omologante. Violento e disumano perché dà vita ad un assioma: caccia i poveri per fare spazio ai ricchi. O meglio caccia tutto ciò che è indesiderabile e stonato rispetto a un quadro omologato di turismo, per fare spazio al denaro con il quale tutto diventa fruibile e senza il quale tutto diventa vietato.
Brulotti

E se?

 
Dopo l'incendio parziale della cattedrale di Notre-Dame de Paris, oggetto di un gran profluvio di lacrime lo scorso aprile, lo Stato non ha mancato di appellarsi ad una rinnovata unità nazionale approfittando del 75° anniversario dello sbarco in Normandia. Alla presenza di un bel mondo composto da assassini gallonati ed altri capi di Stato, si è svolta in particolare una cerimonia di consegna di berretti verdi ai giovani ammessi nelle truppe d'elite dell'esercito francese (i commando della Marina). In questa occasione, sarebbe probabilmente sembrato sconveniente collegare i due avvenimenti di aprile e giugno, sottolineando che ovviamente nella storia c’è cattedrale e cattedrale. Come quella di Parigi, il cui incendio accidentale può essere trasformato in dramma esagonale destinato a far serrare i ranghi, o come quella sempre gotica di Rouen, il cui incendio doloso di settantacinque anni prima è da dimenticare, in quanto causato da un esercito alleato. Sventrata per la prima volta da sette missili durante i bombardamenti anglo-americani del 19 aprile 1944, quando 6.000 bombe piombarono sulla città, anche la sua guglia di Saint-Romain venne bruciata il primo giugno di quell’anno dagli stessi aerei militari. 
Brulotti

Un film

«Il programma di questa sera non è nuovo
Questo spettacolo lo avete visto e rivisto
Avete visto la vostra nascita la vostra vita la vostra morte
Potreste ricordarvi tutto il resto
Avete avuto un buon mondo quando siete morti?
Bello abbastanza da farci un film?»
 
Il 5 marzo 1998 vengono arrestati a Torino tre anarchici con l'accusa di aver compiuto dei sabotaggi contro i cantieri dell'Alta Velocità in Val Susa. 
Il 28 marzo 1998 uno di loro, Edoardo Massari, detto Baleno, viene trovato impiccato nel carcere di Torino.
L'11 luglio 1998 anche la sua compagna Maria Soledad Rosas dà l’addio a questa esistenza, mentre si trova ristretta agli arresti domiciliari.
Contropelo

Una questione energica

 

Affrontare la questione dell'energia, o meglio delle risorse energetiche da cui dipende il buon funzionamento dello sfruttamento capitalista ed il potere statale, non è facile. Soprattutto, precisiamolo fin da subito, se non si tratta di fare un elenco di dati tecnici su questa o quella fonte di energia, di enumerare le nocività provocate dalla voracità energetica del sistema industriale, le devastazioni che comporta a livello ambientale. Ciò che vogliamo qui tentare è un'analisi più ampia, più profonda, di cosa significhi l'energia in questo mondo. È difficile evitare che rimanga in parte incompleta, ma l'obiettivo è arrivare ad una comprensione generale dell'importanza della questione energetica.

Partiamo da una semplice constatazione: da diversi decenni, con la massiccia imposizione del nucleare da parte dello Stato e la crescita esponenziale dei bisogni energetici della produzione industriale, della guerra e del modello societario di consumo di massa, numerosi conflitti sono legati alle risorse energetiche, alla produzione ed al trasporto di energia.
Miraggi

Appunti a matita

Isabelle Eberhardt
 
È stata definita «la buona nomade», la «Louise Michel del Sahara», l’«amazzone delle sabbie», la «Rivelazione del Sahara», c’è chi è arrivato a suggerire che fosse la figlia segreta di Arthur Rimbaud. Inclassificabile ed irregolare Isabelle Eberhardt (1877-1904), scandalosa per gli uni, affascinante per altri, la sua vita è avvolta in un mistero propizio al sogno. Figlia illegittima di una nobile russa e di un anarchico armeno, nata e cresciuta a Ginevra ma ben presto appassionata abitante del deserto nord-africano, donna europea travestita da uomo algerino, convertita all’Islam ma dedita al vizio, sospettata al tempo stesso di essere una traditrice della razza bianca ed una provocatrice al servizio dei colonialisti, nel 1901 sopravvisse ad un attentato ma morì tre anni dopo, a soli 27 anni, nel modo più incredibile e paradossale: annegata nel deserto! I testi che ha lasciato, soprattutto racconti, sono stati quasi tutti pubblicati postumi (non senza passare prima attraverso il setaccio di una morale poco tollerante nei confronti dei refrattari di ogni regola e ideologia).
Brulotti

Contro lo smartphone

 

È sempre lì, è sempre acceso, non importa dove siamo o cosa facciamo. Ci informa su tutto e su tutti: cosa fanno i nostri amici, quando parte la prossima metropolitana o come sarà il tempo domani. Si preoccupa di noi, ci sveglia al mattino, ci ricorda appuntamenti importanti e ci ascolta  s e m p r e. Sa tutto di noi, quando andiamo a dormire, dove siamo e quando ci fermiamo, con chi comunichiamo, chi sono i nostri migliori amici, che musica ascoltiamo e quali sono i nostri hobby. E tutto ciò di cui ha bisogno, è solo un po' di elettricità di tanto in tanto.
Quando gironzolo per il quartiere o prendo la metropolitana, osservo quasi tutti e nessuno riesce a trattenersi per più di qualche secondo senza mettere la mano in tasca con uno scatto improvviso: velocemente il telefono esce fuori, si invia un messaggio, si controlla una email, si seleziona e si riordina una foto, una breve pausa, e si ricomincia, passando velocemente delle notizie del giorno a quel che faranno oggi gli amici...?
Brulotti

All'ombra del Barocco

 

Cosa hanno in comune il ticket per visitare a pagamento le chiese di Lecce e lo sgombero di una Biblioteca Anarchica da uno stabile occupato da tre anni? Nulla, apparentemente. 
Invece no. Questi due atti, che sembrano scollegati tra loro, ci parlano di un cambiamento della città e del modo di viverla, un cambiamento che coinvolge tutti. Due operazioni che mirano ad attuare sempre più quel processo, conosciuto col nome di gentrificazione, teso a trasformare i centri storici in una vetrina a solo uso e consumo di ricchi fruitori; una vetrina che può essere semplicemente guardatavisitata e fruita nelle ore diurne, e consumata in quelle notturne, tramite gli innumerevoli locali in cui si sviluppa la movida. Una città che non può più, quindi, essere vissuta
Brulotti

Via dalla servitù

«Siate dunque determinati a non servire mai più e sarete liberi»
Étienne de La Boétie, Discorso sulla servitù volontaria
 
 
Ecco un altro degli incontri mancati della Storia, quello fra un anarchico francese ed un filosofo tedesco. Quando Albert Libertad (1875-1908) morì, Günther Anders (1902-1992) aveva infatti solo sei anni. Entrambi scelsero uno pseudonimo, entrambi erano considerati degli irregolari nei loro stessi ambienti dove venivano guardati con un certo sospetto, entrambi si batterono contro la guerra (chi dando vita a Leghe antimilitariste e chi a movimenti antinucleari), entrambi giunsero alla conclusione — etica, prima che politica — che collaborare con il nemico significa essere corresponsabili dei suoi orrori.
Brulotti

Campagna elettorale o Il Discorso della zanzara

Lu Xun
 
Il morso dei pidocchi non ha nulla di piacevole, ma quando vi succhiano il sangue almeno vanno dritti al sodo, senza perdersi in chiacchiere, il che nonostante tutto è un modo franco e diretto di fare le cose. 
Per quanto riguarda le zanzare, è un altro paio di maniche: certo, anche loro vi bucano la pelle senza pietà, solo che, prima di mordere, insistono sempre nel pronunciare un lungo discorso, il che è molto fastidioso. 
E se si dovesse scoprire che, per di più, questo discorso è una dichiarazione di tutte le buone ragioni per cui si sentono obbligate a nutrirsi del vostro sangue, sarebbe ancora più esasperante. Sono felice di non comprendere la loro lingua.
Brulotti

Lega menzogne e violenza

 

Che la politica di ogni colore si schieri a fianco di leghisti conservatori, reazionari, omofobi, razzisti, fascisti e infami non meraviglia. Chi difende il suo ruolo di parassita non può che essere al fianco di parassiti suoi simili, sbraitando la solita litania che ognuno deve esprimere la propria opinione poiché altrimenti si minano le basi della democrazia. Certo nessuno di essi risulta essere indignato da ciò che la politica della Lega sta portando avanti ormai da più di un ventennio e che ora che è al Governo ha la possibilità di mettere in pratica. Una politica assassina nei confronti degli stranieri rei di essere poveri o di scappare da guerre e calamità poco naturali; una politica di restaurazione dell’ordine e repressione della libertà in ogni ambito della vita quotidiana: basterebbe pensare alle parole del senatore Pillon che vorrebbe obbligare le donne a partorire per decidere di agire contro chi minaccia la libertà. 
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