Morte della Democrazia

Brulotti

Morte della Democrazia

In seguito alla scontata decadenza di Berlusconi da Senatore della Repubblica, un urlo si è levato all’unisono dal diretto interessato, i suoi sostenitori e i suoi leccaculo. “La Democrazia è morta” è stato sentenziato. Non sono stati i soli a pensarlo.
Effettivamente, lo Stato democratico non è abituato a condannare uomini potenti, anzi, potremmo tranquillamente affermare che uno degli aspetti su cui la Democrazia si regge, è la totale impunità del potente di turno. Vedere quindi condannato un uomo come Berlusconi – con tutto ciò che esso rappresenta ed ha significato negli ultimi venti anni – ha fatto pensare anche a noi che la Democrazia fosse, se non morta, quantomeno ferita. La qual cosa poteva rallegrarci non poco.

A l'air libre

Ostrogoto [fr]

A l'air libre

Notes sur la répression et ses contours

 
«Nous devons abandonner tout modèle, et étudier nos possibilités»
E. A. Poe
 
Les notes qui suivent naissent d'une exigence : celle de réfléchir ensemble sur la situation actuelle afin de trouver le fil d'une perspective possible. Elles sont le fruit de plusieurs discussions au cours desquelles se sont mélangés le bilan critique d'expériences passées, l'insatisfaction à propos des initiatives de lutte actuelles et l’espoir dans les potentialités existantes. Elles ne sont pas la ligne d’un groupe en compétition avec les autres, ni ne sous-tendent la prétention et l’illusion de remplir les vides —de vie et de passions projectuelles— à partir de l’accord plus ou moins formel sur certaines thèses.

All'aria aperta

Contropelo

All'aria aperta

Note su repressione e dintorni

     

«Dobbiamo abbandonare ogni modello, e studiare le nostre possibilità»
E. A. Poe
 

Le note che seguono nascono da un’esigenza: quella di riflettere assieme sulla situazione attuale al fine di trovare il filo di una prospettiva possibile. Esse sono il frutto di diverse discussioni in cui si sono mescolati il bilancio critico di esperienze passate, l’insoddisfazione per le iniziative di lotta in corso e la speranza per le potenzialità esistenti. Non sono la linea di un gruppo in competizione con altri, né sottendono la pretesa e l’illusione di riempire i vuoti — di vita e di passioni progettuali — con l’accordo più o meno formale su alcune tesi. Se conterranno critiche spiacevoli non è per il gusto fine a se stesso di muoverle, bensì perché credo sia urgente dirsi anche le cose spiacevoli. Come tutte le parole di questo mondo, esse avranno un’eco solo in chi avverte un’esigenza simile. Insomma, una piccola base di discussione per capire cosa si può fare, e con chi.

Ο λύκος, ο λύκος?

Ostrogoto (el)

Ο λύκος, ο λύκος?

Στις 30 Οκτωβρίου, ξεκίνησε η δίκη των δύο αναρχικών, που κατηγορούνται για τον τραυματισμό του διευθύνοντος συμβούλου της Ansaldo Nuclear, στη Γένοβα, στις 7 Μαΐου 2012. Οι δύο κατηγορούμενοι δεν έμειναν για πολύ στη δικαστική αίθουσα, αλλά αρκετά για να ξεκινήσουν την ανάληψη ευθύνης για την πράξη. Τέλος πάντων, οι γραπτές τοποθετήσεις τους δόθηκαν στη δημοσιότητα λίγες ώρες αργότερα. Έτσι, ο Alfredo Cospito και ο Nicola Gai δεν είναι αθώοι, δεν είναι θύματα αστυνομικής παγίδας. Πραγματικά, περίμεναν έξω από το σπίτι του διακινητή ουρανίου, Roberto Adinolfi, για να του δώσουν ένα μικρό δώρο από μολύβι.

Sindromi

Brulotti

Sindromi

Ormai sono dappertutto. Sono uomini e donne, ricchi e poveri, governanti e governati. Sono belli e brutti, di destra e di sinistra, riformisti e sovversivi. Una vera pandemia che non fa distinzioni, che non guarda in faccia a nessuno. Chissà se il dottor Kurt Goldstein si era mai interrogato sugli aspetti futuri che avrebbe assunto la patologia di cui egli riscontrò per primo le avvisaglie nel lontano 1908. Lui la chiamava «sindrome della mano aliena», o «sindrome della mano anarchica» (sic!).

Più tardi, sull'onda del successo del film di Stanley Kubrick nei primi anni 60, sarebbe stata battezzata anche «sindrome del dottor Stranamore». Detto in parole povere, una mano non è più sotto il controllo del cervello e si comporta come se appartenesse a qualcun altro. Ricordate Peter Sellers nella celebre pellicola? La sua mano sinistra doveva bloccare continuamente la mano destra, pronta a scattare per fare il saluto nazista nonostante la volontà dichiarata del suo portatore. Una mano non sa e non è d'accordo con quello che fa l'altra. Possibile?
Questo bizzarro disturbo del comportamento si è sviluppato all'inverosimile, assumendo tratti grotteschi quanto orribili, non appena è venuto a contatto con un'altra patologia appartenente alla stessa specie: la cosiddetta sindrome di Zelig.

GUAI!

Brulotti

GUAI!

Come fu costituita l’Unione Anarchica Italiana (1915-1920)

Renato Souvarine

Scoppiata la guerra, varcai il confine d’Italia: era il 1915.
Ricordo che dovunque passavo si celebrava la vittoria degli «organizzatori». Ah, finalmente, la guerra era venuta a comprovare, coi fatti, le loro buone ragioni organizzatorie!...
Insomma, dappertutto si dimostrava, come due e due fan quattro, che la guerra era venuta precisamente perché noi anarchici non eravamo organizzati!
Che se per ventura fossimo stati organizzati, oh, allora era facile cosa impedirla, attraversarla in tutta Europa...

Passeggiate nel buio

Brulotti

Passeggiate nel buio

Ma poi, non li ricostruiscono? Obiezione immancabile, che ho sentito mille volte. Certo che ricostruiscono puntualmente tutti i tralicci dell’alta tensione abbattuti, e lo stesso per gli altri obiettivi raggiunti dalla rabbia e dalla fredda decisione di sabotare il capitale nelle sue strutture, se non altro visibili. Ma l’obiezione fiorisce subito sulla bocca degli sciocchi che guardano sempre il cielo prima di uscire per paura di bagnarsi. I rivoluzionari non dovrebbero sposare queste perplessità. Non sempre però evitano questo matrimonio.

Attacco

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Attacco

Come riassumeva piuttosto bene un compagno, ci vogliono due cose per agire: idee e mezzi.
Sviluppare e comprendere le proprie idee, criticare i pregiudizi e i luoghi comuni, cogliere il senso della propria ostilità contro il mondo che ci circonda. Conquistare lo spazio ed il tempo per riflettere, cosa che diventa sempre più difficile in questo mondo; discutere e approfondire con alcuni compagni. Non cedere alla facilità e alla superficialità; non indietreggiare davanti agli sforzi che la riflessione e l'approfondimento esigono. Fare le cose in fretta non sempre va di pari passo col fare le cose bene. Scoprire le affinità; vivere le rotture inevitabili; voltare le spalle all'integrazione, ai suoi inganni e alle sue promesse. Essere coerenti e coraggiosi con le proprie idee, aver fiducia in se stessi per essere capaci di riporre la propria fiducia negli altri compagni. E poi, decidersi ad agire: comporre il mosaico della comprensione e della volontà per passare all'attacco.
A partire da lì, bisogna affrontare questioni più pratiche. Dove posso aggredire e attaccare il nemico di sorpresa?

The wolf, the wolf?

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The wolf, the wolf?

On 30 October the trial of the two anarchists accused of injuring the chief executive of Ansaldo Nuclear in Genoa May 7, 2012, began in the court of Genoa. The two accused were not in the courtroom for long, just enough time for them to start claiming responsibility for their action. Anyway, their written statements were made public a few hours later. So Alfredo Cospito and Nicola Gai are not innocent, they are not the victims of a police frame up. They actually waited outside the house of uranium trafficker Roberto Adinolfi to give him a little present of lead .

L'inferno è lastricato di buone intenzioni

Contropelo

L'inferno è lastricato di buone intenzioni

Crociate umanitarie all'alba del terzo millennio

In questo mondo alla rovescia vorrebbero farci credere che alcune anime belle umanitarie si dedichino con tutte se stesse per dar sollievo alla miseria dei più miseri. Se ci degnassimo di dar loro qualche obolo potremmo dormire fra due guanciali, dato che quei professionisti della buona azione si impegnerebbero al nostro posto. Qualche euro e il cittadino soddisfatto di sé potrà fare ritorno ai suoi piccoli affari. Riciclando la questua alla fine della messa che nutre prima d'ogni cosa la buona coscienza del fedele, le organizzazioni non governative ci sanno fare. Il loro marketing dell'empatia si basa su una retorica dell'urgenza che non lascia spazio a interrogativi sul senso delle cose, su ciò che non va, sui modi di affrontarlo. Così caritatevoli e così bene organizzate, bisogna farsene una ragione, esse gestiscono.
Ovvio che gestiscono. Ma cosa di preciso?

Bonnot and the Evangelists

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Bonnot and the Evangelists

Survivors have always hounded social movements. Survivors of battles considered lost, survivors of decomposed ideologies, survivors of unrealized utopias, sorry figures who present their own personal defeat as if it were a historical defeat with the aim of finding some public justification for their human misery. As is known, since life is over for the survivor, it is necessary to consider how to face survival, and some of them can't resist dedicating themselves to literature.. If their experience and knowledge did not serve yesterday to make the revolution, let them at least serve today for getting by!

Bonnot e gli evangelisti

Contropelo

Bonnot e gli evangelisti

I reduci hanno sempre perseguitato i movimenti sociali. Reduci da battaglie considerate perdute, reduci da ideologie decomposte, reduci da utopie irrealizzate, tristi figuri che presentano la propria sconfitta personale come se si trattasse di una sconfitta storica allo scopo di trovare qualche pubblica giustificazione alla propria miseria umana. Per i reduci, si sa, finita la vita bisogna pensare a come affrontare la sopravvivenza ed alcuni di loro non riescono a resistere alla tentazione di darsi alla letteratura. Se le proprie esperienze e conoscenze non sono servite ieri a fare la rivoluzione, che almeno servano oggi per tirare a campare!
Una di queste brave persone è Valerio Evangelisti, noto autore di fantascienza, il creatore del personaggio di Eymerich l’Inquisitore. Non solo. Ha curato il “Progetto Memoria - La Comune”, è stato presidente dell’Archivio Storico della Nuova Sinistra “Marco Pezzi” di Bologna, è collaboratore di “Le Monde Diplomatique” nonché direttore editoriale della rivista “Carmilla”. È un po’ il tarlo di tutti questi scrittori con pruriti radicali, quello di cercare di coniugare profitto e militanza. A onor di verità, bisogna però riconoscergli un innegabile salto di qualità. A differenza di chi è andato all’assalto della classifiche di vendita dopo aver rinunciato ad andare all’assalto del cielo, Evangelisti ha dovuto solo rinunciare ad una carriera accademica alternata al lavoro di funzionario del ministero delle Finanze.

I fatti non parlano da soli

Brulotti

I fatti non parlano da soli

No, non parlano affatto da soli. Sono come i dati (dati di fatto, appunto), di per sé sono inerti. Per prendere forza devono essere messi in relazione con altri fatti, devono essere tenuti insieme da una teoria. Perché il fatto nudo e crudo sarà pure quello che avviene sotto l'occhio, ma quando viene riportato il fatto si trasforma e assume le sembianze che gli vengono (im)poste da chi lo esprime.
Volete un piccolo esempio? Una manifestazione di protesta, la vetrata di una banca che viene infranta. Come descrivere questo fatto, uguale per gli occhi di tutti, con quali parole? Ci sarà qualcuno che dirà che la banca è stata attaccata, ad esempio. E ci sarà qualcuno che dirà che la banca è stata sanzionata. Il fatto a cui si riferiscono è il medesimo, ma l'espressione usata no. E non si tratta affatto di una pedanteria, di una innocua preferenza per una parola rispetto ad un'altra, perché l'uso di quelle espressioni non è casuale.

Mi piace una cifra

Brulotti

Mi piace una cifra

All'inizio degli anni 40, mentre l'intera Europa soffocava sotto il tallone di ferro del nazismo, una filosofa francese riusciva ad esprimere in poche righe la differenza che separa la resistenza nata dalla rivendicazione di un diritto da quella che viceversa è «una rivolta di tutto l'essere». Quest'ultima è come un «grido di speranza scaturito dal profondo del cuore», ma che però viene difficilmente inteso da tanto è «inarticolato». Infatti sotto il peso dell'oppressione che «rende ogni sforzo d'attenzione doloroso» gli sfruttati non interrogano se stessi, bensì «accolgono con sollievo la facile chiarezza delle cifre». Ed è proprio su questa debolezza che prospera la «sinistra farsa... recitata dal movimento operaio, con i suoi sindacati, i suoi partiti, i suoi intellettuali di sinistra». Anziché respingere ogni patto con il diabolico capitalismo, «i professionisti della parola» si limitano a mercanteggiare sul prezzo dell'anima proletaria messa in vendita.
Una ventina di anni dopo, verso la fine degli anni 50, un critico statunitense annotava che «la nostra cultura di massa è dominata dall'importanza accordata ai dati e da una corrispondente mancanza di interesse per la teoria, da una esplicita ammirazione per il fattuale e da un tortuoso disprezzo per l'immaginazione, la sensibilità e la speculazione filosofica. Noi siamo ossessionati dalla tecnica, dai Fatti, dall'informazione»

10, 100, 1000 Nassiriya

Intempestivi

10, 100, 1000 Nassiriya

Una data fa da spartiacque. Dal 12 novembre 2003 la popolazione italiana si è ulteriormente spaccata in due.

C’è una maggioranza che ha pianto la morte dei diciannove militari saltati in aria nell’attentato avvenuto a Nassiriya: un lutto nazionale, secondo giornalisti ed istituzioni. A morire tragicamente, in quella terra lontana, sono stati i “nostri ragazzi”. Italiani, come noi, che vivevano accanto alla nostra porta di casa, mangiavano lo stesso nostro cibo preferito, tifavano per la nostra stessa squadra del cuore. Morti, uccisi barbaramente da stranieri, dalla lingua incomprensibile, dai costumi sconosciuti, dai gusti discutibili. Le loro bare ricoperte dallo straccio tricolore, le lacrime dei loro familiari, filmate e mostrate infinite volte nel tentativo di suscitare unanime cordoglio. Eppure c’è anche — una minoranza, certo! — chi non ha pianto affatto, anzi, ha esultato alla notizia dell’attentato. E da allora continua a gioire ogniqualvolta un militare italiano viene messo nell’impossibilità di proseguire le proprie “missioni” all’estero.

Al lupo, al lupo?

Intempestivi

Al lupo, al lupo?

Lo scorso 30 ottobre si è aperto presso il tribunale di Genova il processo contro i due anarchici accusati del ferimento dell'amministratore delegato dell'Ansaldo Nucleare, avvenuto nel capoluogo ligure il 7 maggio 2012. La presenza degli imputati in aula non è durata a lungo, giusto il tempo di iniziare a rivendicare apertamente la responsabilità dell'azione. Ad ogni modo le loro dichiarazioni scritte sono state rese pubbliche nelle ore successive. Alfredo Cospito e Nicola Gai non sono quindi innocenti, non sono vittime di una montatura poliziesca. Sono stati effettivamente loro ad aspettare sotto casa il trafficante di uranio Roberto Adinolfi per regalargli un po' di piombo.

Sono colpevoli. Colpevoli di essere andati a cercare il nemico, di averlo trovato, di averlo studiato, di averlo atteso, di averlo colpito.

E passiamo pure oltre

Brulotti

E passiamo pure oltre

La calunnia è un venticello | un'auretta assai gentile | che insensibile sottile | 
leggermente dolcemente | incomincia a sussurrar. | Piano piano terra terra, | 
sotto voce, sibilando | va scorrendo, va ronzando; | nelle orecchie della gente |
s'introduce destramente, | e le teste ed i cervelli | fa stordire e fa gonfiar 
 
Solitamente per critica s'intende l'analisi razionale applicabile a qualsiasi oggetto di pensiero, concreto o astratto, e volta all'approfondimento della conoscenza e alla formazione di un giudizio autonomo. Mentre per dibattito s'intende un pubblico confronto su un dato tema. Quando idee diverse si incontrano è facile che si scontrino, dando vita a un dibattito critico. In ciò non c'è nulla di male, anzi. Perché solo la discussione chiarisce le idee, le precisa, le affina, le migliora, passo fondamentale per chiarire, precisare, affinare e migliorare anche le azioni che ne sono la manifestazione pratica.

Discorso sul luddismo

Brulotti

Discorso sul luddismo

George Gordon Byron

Contro il diffondersi del luddismo, all'inizio del 1812 il governo inglese decise di emanare il famigerato Frame Breaking Bill, legge che decretava la pena capitale per chiunque venisse giudicato colpevole di aver distrutto dei telai (reato che fino a quel momento era punito con la deportazione da sette a quattordici anni). La legge venne approvata a grande maggioranza da un Parlamento intimorito dall'estendersi della rivolta. Alla Camera dei Lord l'unica voce che si alzò in opposizione fu quella del poeta Lord Byron, che il 27 febbraio 1812 pronunciò un discorso divenuto storico.

Senza colpo ferire

Contropelo

Senza colpo ferire

La non-violenza? Gran bella idea, quella resa celebre molti anni fa da Gandhi! Da allora in tutto il mondo sono risuonate le sue parole, che parlano dell’orrore della violenza e della felicità che attende gli uomini non appena si decideranno ad addomesticare le proprie passioni. Siccome la dottrina proviene da una delle terre più povere del mondo; siccome udendola si ha davanti agli occhi l’immagine del sant’uomo che, per mettere in pratica le proprie convinzioni, si spogliò di tutto e visse in totale frugalità; siccome non si può dimenticare che il suo autore, a causa delle idee che professava, fu arrestato dalle truppe del colonialismo britannico; siccome è noto che egli morì tragicamente da martire della verità — non si può fare a meno di emozionarsi intimamente al suo pensiero.
La lacrime riempiono gli occhi, ma il disgusto sale alla gola.