«Il solo re buono...»

Brulotti

«Il solo re buono...»

Gli Anarchici di Lynn (Massachusetts)


Ricordate? A Monza, a due passi da Milano che Umberto I aveva abbandonato nel Maggio 1898, come città di conquista, ai cosacchi di Bava Beccaris, il 29 Luglio 1900 intorno al sovrano che ogni atto del suo regno e gli avvolgimenti biechi della sua politica aveva diretto a cancellare tradizioni, conquiste e speranze della Rivoluzione Italiana, pretoriani e cenciosi riaffermavano tra il garrir degli inni cortigiani l'inscindibile fortuna del re e del popolo, la comune ansiosa sollecitudine pel bene inseparabile del re e della patria.
Eppure, mai aspirazioni e propositi di sovrano erano apparse più acerbamente ostili ai voti ed alla fortuna della nazione quanto i ventotto anni del regno di Umberto I agli aneliti dell'Italia nuova resuscitata alla storia dal martirio e dall'eroismo di tre generazioni!

Avis aux prisonniers

Ostrogoto [fr]

Avis aux prisonniers du dedans et du dehors

Ces paroles s’adressent à toi, toi qui es incarcéré dans les taules de l’Etat comme à toi qui es toujours plus enfermé dans cette ville de Bruxelles en train d’être transformée en prison à ciel ouvert.
Regarde autour de toi, mais regarde avec tes yeux, pas ceux des politiciens, des flics ou des chefs.

Avviso ai prigionieri

Brulotti

Avviso ai prigionieri di dentro e di fuori

Queste parole sono indirizzate a te, a te che sei detenuto nelle galere di Stato come a te che sei sempre più recluso in questa città di Bruxelles che stanno trasformando in una prigione a cielo aperto.
Guardati attorno, ma osserva coi tuoi occhi, non con quelli dei politici, degli sbirri o dei capi.
Nel corso degli anni, numerose sono le sommosse che hanno scosso l'inferno carcerario. Da questi luoghi in cui lo Stato deposita quelli che disturbano, che non marciano al passo, che sono dichiarati «indesiderabili» in questa società basata sul potere e sul denaro, si sono levate grida di rivolta e di vita. Per urlare alto e forte che le sbarre uccidono, che le celle distruggono l'essere umano, che una società che rinchiude per proteggersi è essa stessa un grande carcere. Lo Stato risponde oggi a queste grida con maggiore repressione, con celle d'isolamento, con regimi duri, con la costruzione di nuove prigioni per schiacciare gli slanci generosi di rivolta e di solidarietà.

Agnosticismo

Brulotti

Agnosticismo

Aveva fatto del dubbio la sua bandiera. Nemmeno una laurea in filosofia, a lungo inseguita, è riuscita poi a chiarirgli le idee. Quando parlava di qualche compagno più sicuro di lui, con voce stupita a metà fra il deluso e l'inorridito lo definiva... «determinato». Per lui la determinazione, intesa come precisazione di qualcosa che prima appariva più vago, non era affatto un pregio, un salto di qualità. No, era una aberrazione paragonabile al fanatismo. Era sinonimo di adesione incondizionata ad una fede o ad una ideologia. Nella sua testa gli individui decisi con idee proprie — pronti a sostenerle a spada tratta — erano solo dei fanatici crociati, mentre gli eterni indecisi (sì ma, forse, dipende, magari, un po', non troppo, anzi, chissà...) erano i campioni del libero pensiero. Si considerava anarchico «fino a prova contraria» e diffidava della volontà che, in quanto tale, ovviamente non può che essere esagerata.

Imprevisti riflessi

Macchianera

Imprevisti riflessi

La Settimana Rossa
Luigi Lotti
Le Monnier, Firenze, 1965

 

C'è chi sostiene che esiste un modo semplice e sicuro per riconoscere una vera rivoluzione: è quella che non viene celebrata con un anniversario. Ma se la Settimana Rossa — scoppiata esattamente un secolo fa, il 7 giugno 1914 — non è stata una rivoluzione, essa «fu certo la più importante e grandiosa agitazione che mai si fosse svolta nell'Italia unita». La citazione è tratta dal libro considerato il più approfondito sull'argomento, quello di Luigi Lotti, da molti anni andato fuori catalogo e mai più ristampato da un mercato che segue ben altri interessi e mode. Chi lo volesse leggere sarà costretto a frequentare le biblioteche, oltre a protrarre la propria attenzione fin oltre le 250 pagine. I masticatori di opuscoli possono quindi risparmiarsi la fatica.
La Settimana Rossa, quindi. Un esempio notevole di come nasca, si sviluppi e muoia un moto insurrezionale. Una perfetta illustrazione di come le aspirazioni rivoluzionarie si disintegrino non appena decidono di fare i conti con la realtà. Una radicale dimostrazione di come l'imprevisto incida assai più della strategia.

La pace armata

Brulotti

La pace armata

Domela Nieuwenhuis

Vicino A. – Mio caro vicino, come sono contento che abbiamo sempre vissuto in buona armonia! Ecco perché ho comperato questo buon randello: guardalo.
Vicino B. (esaminando il randello) – Infatti è veramente una buona verga; può servire a meraviglia per sfondare un cranio. Che fortuna che noi viviamo in ottimi rapporti! Vado dunque a comperare anch'io un simile randello, quantunque avrei bisogno di impiegare il denaro per la casa.

Sabotaggio, bene comune?

Macchianera

Sabotaggio, bene comune?

NoTav, terrorismo e contro-insurrezione
maggio 2014
 
Il compressore
maggio 2014
 
 

Viene considerata sabotaggio una «azione di disturbo o di danneggiamento intesa a ostacolare il normale svolgimento di un lavoro produttivo, il regolare funzionamento dei servizi bellici del nemico, l'efficienza e la sicurezza dei servizi e dei trasporti pubblici». Ridotto alla sua essenza, il sabotaggio è quindi una pratica di lotta, uno strumento che è possibile mettere al servizio di qualsiasi fine. Un'arma potente che, come tutte le armi, può essere usata da chiunque. Lo zoccolo (sabot) lanciato negli ingranaggi spiega una meravigliosa origine del nome, ma purtroppo non riesce anche ad indicare le motivazioni del gesto. Una fabbrica può essere sabotata dagli operai in sciopero o dai tirapiedi assoldati da un industriale rivale, un mezzo militare può essere sabotato da soldati di un esercito nemico o da disertori, un cantiere può essere sabotato da chi contesta l'opera in costruzione o da chi è interessato agli appalti. Se in ambito reazionario il sabotaggio può essere impiegato anche da difensori dell'ordine stabilito, in ambito rivoluzionario può essere praticato tanto dagli amici di un nuovo Stato che dai nemici di qualsiasi Stato.
Che significa tutto ciò? Che ogni considerazione sulla natura di un sabotaggio – lasciando nelle latrine la sua condanna a priori, e negli asili la sua apologia incondizionata – non può evitare di affrontare sia le motivazioni che spingono al ricorso di questo strumento di lotta, sia il contesto in cui esso si manifesta. In altre parole, dimmi come, quando e perché sostieni il sabotaggio e saprò chi sei.

Progresso o regresso?

Brulotti

Progresso o regresso?

Pièces et main d'œuvre

Ormai da decenni, se non da un secolo o due, alcune persone cercano la parola, ce l'hanno «sulla punta della lingua», sfugge loro, lasciandogli una viva e dolorosa frustrazione — senza la parola come dire la cosa? Coma dare e nominare la ragione dello sgomento, della rivolta, del lutto e per finire dello scoraggiamento e di una indifferenza senza fondo. Come se si fosse stati amputati di una parte del cervello: amnesia, zona bianca nella materia grigia. La politica, in ogni caso la politica democratica, comincia con le parole e l'uso delle parole; essa consiste per una parte preponderante nel nominare le cose e quindi nel nominarle con la parola giusta, con precisione flaubertiana. Dare un nome a una cosa è formare una idea. Le idee hanno conseguenze che si producono inevitabilmente. La maggior parte del lavoro di elaborazione della neolingua, in 1984, consiste non nel creare, ma nel sopprimere delle parole, quindi delle idee — cattive idee, idee nocive dal punto di vista del Partito —, quindi ogni velleità d'azione conseguente a quelle parole che formulano cattive idee.

Sette biglietti antimilitaristi

Miraggi

Sette biglietti antimilitaristi

Stig Dagerman

Scrittore ed anarchico, Stig Dagerman (1923-1954) era solito commentare i fatti di cronaca, di attualità, con «biglietti quotidiani» che in un certo senso si situano fra letteratura e giornalismo. Si tratta di poesie satiriche, all'epoca pubblicate sul giornale anarchico Arbetaren, che nelle intenzioni di Dagerman volevano costituire un pugno in faccia all'idiozia umana. Qui presentiamo alcuni dei suoi «Dagsedlar», una manciata di biglietti contro la guerra.

Israele-Palestina

Brecce

Israele-Palestina: quando e come è cominciata

Alla fine dell'Ottocento nacque il sionismo, movimento iniziato da Theodor Herzl, che voleva dare una sede nazionale agli ebrei in grado di costituire un rifugio dall'antisemitismo e dalle ingiustizie. Il sionismo mirava quindi ad offrire agli Ebrei dispersi nel mondo una patria comune in Palestina, sotto la protezione delle grandi potenze coloniali europee.
C'erano però alcuni problemi. A quell'epoca, il territorio palestinese era sotto il dominio dell'impero Ottomano ed era già abitato prevalentemente da arabi. Il motivo principale per cui il sionismo venne sostenuto dagli Stati europei, Inghilterra in primo luogo, fu perché serviva da punto di appoggio per contrastare l'egemonia turca in quell'area. Va anche detto che i fondatori del sionismo, dietro la facciata dei nobili propositi, perseguivano scopi non propriamente filantropici. Loro intenzione era soprattutto di preservare la stabilità acquisita dagli ebrei europei occidentali, di cui facevano parte, che all'epoca era minacciata dalle migrazioni degli ebrei provenienti dall'est.

Ravachol

Brecce

... detto Ravachol

Folgorite [Sante Ferrini]

Ravachol è preso! Delle migliaia di uomini si sono associati contro colui che li ha fatti tremare; ma, alcuno di essi osa di guardarlo in faccia.
Ravachol è nella rete, ma ogni maglia preme di rinchiuderlo! Alla Corte d'Assise di Parigi, il presidente Gues gli parlava con dolcezza, e si scusava della libertà grande di giudicarlo; i gendarmi gli domandavano pardon di incatenarlo ed i giurati, sotto la minaccia delle bombe, deliberavano tremando, meno bravi di quei senatori romani, impassibili, che erano bastonati sui loro seggi ed ai quali i barbari strappavano i peli bianchi.
Quando questi giudici improvvisati si erano riuniti per discutere sulla sorte del prigioniero che avevano piedi e mani legati a loro disposizione, essi avevano deciso la morte per acclamazione; poi, nel voto a scheda segreta, avevano accordata la vita...
E Ravachol, scusato di aver fatto saltare delle case e delle persone, se ne era andato a rispondere di altri delitti innanzi ad una nuova Corte, a Montbrison...

Sobre el anonimato y el ataque

Ostrogoto [es]

Apéndice a un debate abortado, sobre el anonimato y el ataque

El debate es la exploración a profundidad de un tema a través de una confrontación entre dos o más partes, cada una con su propia posición. Contrario a los que piensan que los debates deben evitarse para no causar divisiones, nosotros pensamos que los debates deben ser alimentados. Esto porque el propósito de un debate no es declarar a un ganador ante el cual todos deben inclinarse sino para enriquecer el conocimiento de todos.

Angoscia

Miraggi

Angoscia

Stanislas Rodanski

Stanislas Rodanski (1927-1981), ha attraversato il surrealismo in silenzio, affascinato da un modo di vivere più che da una pratica artistica o militante. Più volte arrestato per i suoi eccessi, sarà rinchiuso per un paio d'anni in un manicomio criminale. I suoi testi, impenetrabili ed abbandonati al caso, sono il frutto di una esperienza rigorosa, testimonianza unica di una coscienza sopravissuta alla perdita del proprio orizzonte. La notte di capodanno del 1953, quando l'allegria è un obbligo civile, Rodanski bussa alle porte dell'ospedale di Lione. Non ne uscirà mai più, trascorrendo il resto dei suoi giorni in una quasi totale solitudine. «Al ricordo degli avvenimenti della mia vita, provo la sensazione che si tratti di una finzione in cui mi è impossibile distinguere la chimera dalla verità».

Révolution

Ostrogoto [fr]

Révolution

Un mot et une idée qui à travers l’histoire a jeté des millions de gens dans la bataille. Qui maintes fois a fait trembler les fondements de cette société de riches et de pauvres, d’oppresseurs et d’opprimés. Qui a aussi été accaparée par de nouveaux dictateurs, et qui, déformée et mutilée, a aussi engendré de nouvelles oppressions, de nouveaux massacres.

Rivoluzione

Brulotti

Rivoluzione

Una parola ed un'idea che attraverso la storia ha gettato nella battaglia milioni di persone. Che molte volte ha fatto tremare le fondamenta di questa società di ricchi e di poveri, di oppressori e di oppressi. Che è stata anche accaparrata da nuovi dittatori, e che, deformata e mutilata, ha pure generato nuove oppressioni, nuovi massacri.
Ieri, era da alcuni decenni che non se ne parlava più, l'idea che aveva spinto tante persone a insorgere coraggiosamente contro il dominio era stata ricoperta da uno spesso strato di polvere, di oblio e di disperazione. Oggi, questa idea di uno sconvolgimento totale della società attuale comincia di nuovo a forzare le porte delle coscienze. Timidamente ma fieramente, la si pronuncia, sperando di trovare persone il cui cuore non ha cessato di battere.