Il problema della libertà

Contropelo

Il problema della libertà

Gigi Damiani

Uno dei tanti testi dimenticati del movimento anarchico, seppellito sotto la polvere degli archivi ed ignorato da chi ha occhi solo per i “classici”. Pubblicate sotto forma di opuscolo nel 1924 (ovvero pochi anni dopo il declino dell’ondata rivoluzionaria nota come Biennio Rosso e subito dopo l’ascesa al potere del fascismo), scritte dal redattore del settimanale Fede (uno dei pochi anarchici “organizzatori” stimato da molti anarchici “autonomi”), queste riflessioni possono dare ancora oggi il proprio contributo. La loro critica a un possibilismo sempre pronto a giurare sul «miracolismo» determinista e la loro sollecitazione a riscoprire il volontarismo e la forza delle proprie idee, infatti, appariranno antiquate solo a chi è soddisfatto di sguazzare nella miseria del presente sublimata dalla retorica mitopoietica. Lo stile di queste riflessioni sarà pure desueto ma, paradossalmente, l’odierna assenza di ogni prospettiva rivoluzionaria rende queste considerazioni scritte, piuttosto che superate, ancora più urgenti.

Ricordati di celebrare le feste

Brulotti

Ricordati di celebrare le feste

Il calendario sovversivo negli ultimi anni si sta riempiendo di date da commemorare. Giorni da segnare in rosso, da non dimenticare perché rievocano momenti di passione. Non devi dimenticare il 15 ottobre, né il 3 luglio. Non devi dimenticare il 24 gennaio, né il 1 maggio... Dillo a chi ti ha dato la sua amicizia su Facebook, passa il cinguettio. Non dimenticare di celebrare le feste.
Eppure c'è una data che molti preferiscono non ricordare. È il 28 dicembre, giorno in cui gli animatori di questo sito sono stati pubblicamente indicati come responsabili di nuovi sabotaggi e vecchi pacchi-bomba. A farlo non è stato qualche giornalista prezzolato a caccia di scoop, ma qualche kompagno leaderino a caccia di incontrollabili, fra l'indifferenza di chi pensa che il fine giustifichi i mezzi (o di chi non pensa affatto).
E noi continueremo a dedicare il 28 dicembre a tutti loro.

L'onorata società

Brulotti

L'onorata società

Paolo Schicchi

Vorrebbero che in perpetuo stessimo lì ad eseguire capriole attorno alla loro baracca, anche quando questa è diventata l'arca di Noé di tutti gli animali, l'arcobaleno di tutti i colori, lo sfiatatoio di tutti gli zampognari, il pisciatoio di tutti i lavativi, la fiera di tutti i saltimbanchi?
Ma queste sono mentalità e moralità di camorristi e di sagrestani, i quali fanno consistere ogni bene ed ogni gloria nella cricca, nella combriccola, nella chiesuola e nell'altare, nei compagni di coro e di società. Di «onorata società».

Pezzi di guerra

Brulotti

Pezzi di guerra

Si chiamano hot spot e sono l'ultima trovata, in ordine di tempo, per il contenimento degli stranieri poveri. Rispondendo ai richiami dell'Unione Europea per arginare quella che la propaganda definisce “emergenza sbarchi”, cinque centri del genere sono stati allestiti d'urgenza. Circondati da recinzioni e controllati a vista da organi militari e polizieschi, questi luoghi altro non sono che campi di detenzione provvisori nei quali gli immigrati che arrivano in Italia vengono trasferiti per essere censiti, schedati, incasellati. Dalle foto segnaletiche al prelievo forzato delle impronte digitali, l'iter è identico a quello che compie chi varca le porte di una prigione. Nel silenzio generale, l'equiparazione “immigrato uguale a criminale” si manifesta in tutta la sua cruda realtà, a compimento di un percorso ideologico e mediatico ormai ventennale.

MUM

Intempestivi

Miserabili Uomini di Merda

Solo poche settimane fa accennavamo all'apocalisse etica in atto all'interno di tutta la società. Atteggiamenti considerati un tempo ignobili avvengono ora sotto gli occhi di tutti senza provocare alcuna reazione, all'insegna della normalità. Non suscitano più lo sdegno generale, al massimo vengono notati con rassegnazione, con curiosità, con indifferenza. Talvolta riscuotono perfino successo. Come se nulla fosse. Questa degradazione è trasversale, non conosce isole felici poste al riparo, ma intacca ogni ambito. Dai reazionari ai rivoluzionari, nessuno si preoccupa più di cosa sia giusto, ma solo di cosa sia conveniente. E, pur di ottenere ciò che è conveniente, si è pronti a fare o a giustificare qualsiasi comportamento, anche quelli più ripugnanti.

Abbasso le frontiere!

Brulotti

Abbasso le frontiere!

Adreba Solneman

Ecco l'ordine del passaggio alla frontiera: lo straccione viene perquisito, insultato, arrestato, respinto; la merce (o il turista, fa lo stesso) vi passa di forza, in quantità e da avversaria, senza coscienza ma con conseguenze incalcolabile, a tal punto che per facilitare la circolazione alcuni servitori propongono l'abolizione di qualche dogana (nome della frontiera per le merci). Altri, più vicini alle preoccupazioni poliziesche, arrivano ogni tanto e per un tempo limitato a bloccare in massa la merce ad una frontiera; i servi della merce e dell'ambiente, dirigenti, mercanti, vedette, si giovano dell'imperio della loro padrona e della loro somiglianza e connivenza con i servitori dello Stato per essere trattenuti molto poco alle frontiere; e i servitori dello Stato, per convenzione fra tutti gli Stati, attraversano le frontiere senza controlli. È poco dire che la frontiera moderna è un lungo e doppio sbarramento di polizia.

Le monde dans un crachat

Ostrogoto [fr]

Le monde dans un crachat

Il y a quelques jours a commencé dans les prisons italiennes le prélèvement d’échantillons destinés à établir l’Archive Nationale de l’Adn, une institution soumise au contrôle du Ministère des Affaires Intérieures qui est occupé de rassembler le profil génétique de tous les individus sous investigation, inculpés, arrêtés ou en garde à vue, ainsi que l’Adn trouvé sur les scènes de crimes.

Servitù e simulacro

Contropelo

Servitù e simulacro

Jordi Vidal

Il post-modernismo appare simultaneamente come la pseudo-critica e la cattiva coscienza mediatica d’un potere di classe che tende a ridefinire tutte le poste sociali in gioco in termini di normalità e di religione, di derealizzazione e di pauperizzazione, di feudalesimo e di ipercapitalismo. Il suo discorso, che riduce l’essere umano a una indifferenziazione priva di storia, è subordinato alla messa in atto di una tecnoscienza che conduce irreversibilmente a forme sofisticate di eugenismo. L’amara vittoria del post-modernismo conferma l’oscillazione della società dello spettacolo in società del caos. In quanto simulacro culturale, il post-modernismo ha preso in prestito discorsi e atteggiamenti della sinistra e dell’estrema sinistra per giungere ad elaborare un progetto politico che coniuga e confonde, senza contraddizione possibile, il liberale, il libertario, il fanatico e il mediatico. Questa riduzione di tutta l’esistenza sociale ai soli valori del dominio segna la sua prima vittoria.

I Sicari di Mida

Miraggi

I Sicari di Mida

Jack London
 
Scritto nel 1900, il racconto breve I sicari di Mida apparve l'anno successivo sull'edizione americana della rivista inglese Pearson's dopo essere stato rifiutato da due note riviste letterarie. Un rifiuto causato solo dal fatto che all'epoca Jack London non era ancora il celebre autore di Il richiamo della foresta? O sarà stata la trama stessa ad aver spaventato gli editori statunitensi, poco propensi a raccontare le gesta di un gruppo di misteriosi proletari i quali, stanchi di continuare ad essere degli «schiavi salariati», commettono una serie di omicidi gratuiti al fine di estorcere venti milioni di dollari al magnate delle ferrovie? Nonostante l'ironia di London abbia attribuito ai poveri una notevole dose di spietatezza e cinismo, resta impossibile chiudere gli occhi davanti all'idea attorno a cui ruota questo racconto: farla finita con l'ordine mercantile ricorrendo anche all'omicidio e al terrore per strappare le ricchezze della borghesia.
 

Per farla finita con la specie umana

Brulotti

Per farla finita con la specie umana

Pierre Drachline

Un’emorragia indolore. La disfatta degli anni mi ha allontanato da quello che pretendevo d’essere. Gli specchi hanno abbandonato ogni compiacimento. Invecchiare significa non sfuggire più alla propria immagine. Ostento ormai la maschera del mio cadavere.
Mi sono stancato di quasi tutto, da buffone inconsapevole. La lavagna, senza essere magica, cancellava da sé le mie smentite e rinunce. Il mio tracollo sarà stato il mio unico eccesso di velocità. Ma alleggerirsi delle proprie disillusioni non riconcilia con gli altri. Al contrario!
La misantropia non è una scelta o una postura. Ma una ovvietà. Una esigenza dell'amarezza. Questo capitale, non ho mai smesso di farlo fruttare. Vero è che i miei contemporanei sono stati esemplari. Hanno reso fertile questo deserto. Non è passato giorno senza che io non avessi di che rallegrarmi della loro mediocrità. Tutte le classi sociali mescolate. Una piramide di letame.

...contro la legislazione e la rappresentanza

Brulotti

Di quelli che insorgono contro la legislazione e la rappresentanza

Sigmund Englander
 
Il lettore ha ora un'idea generale del compito che si son prefissi i moderni Titani, desiderosi di rinnovare il conflitto contro il Governo. La prima obiezione che è stata mossa loro da tutte le parti originò dalla religiosa credenza nelle leggi. Parecchie persone sono sufficientemente rivoluzionarie per credere possibile che il potere governativo sia diminuito, ma non pare che il superstizioso rispetto per un'assemblea legislativa possa essere sradicato degli animi. Soffermiamoci a considerare le leggi, immedesimandoci per un momento con gli avversari dello Stato.
Lo Stato ha una vita ed una esistenza soltanto — la legge.

Democrazia o libertà!

Brulotti

Democrazia o libertà!

Molto spesso si sente dire in giro: “Questa non è Democrazia!”.

Eppure, dalle guerre allo sfruttamento dei territori, fino allo spossessamento di milioni di individui nel mondo, sembra che tutto venga realizzato grazie anche alle regole democratiche che si adattano o si conformano alle necessità di cui l’Economia, di volta in volta ha bisogno. Prendiamo l’esempio dei diritti umani. Senza fare digressioni storiche o filosofiche che ci porterebbero a parlare, inevitabilmente, di inclusione ed esclusione, e prendendo per buona la loro essenza, essi – si dice a ragione – vengono calpestati in Paesi come Turchia o Israele che rappresentano delle perfette democrazie. Funge da esempio la più grande democrazia del mondo, gli USA dove, periodicamente, i neri vengono assassinati in strada dalla polizia. Fino ad arrivare all’elenco lunghissimo dei morti ammazzati nel Bel Paese per mano, anche qui, delle forze dell’ordine.