Rubicone

Fuoriporta

Rubicone

Un altro Rubicone è stato attraversato. Ciò che malauguratamente era prevedibile non ha tardato a realizzarsi, favorito da un disgustoso giochino diplomatico avviato dagli Stati Uniti. In seguito al loro annuncio di voler costituire un esercito regolare di stanza lungo il confine turco-siriano – arruolando una parte significativa di combattenti curdi dell'YPG nel nord della Siria –, il regime di Ankara ha lanciato il 19 gennaio una offensiva militare contro l'enclave di Afrin tenuta da questi ultimi.

Ovviamente, questa offensiva era stata preparata da tempo, come dimostra ad esempio l'integrazione di molti gruppi armati islamisti a fianco dei soldati turchi (membri della NATO), un'integrazione che non avviene in pochi giorni. È difficile credere che le diverse potenze presenti
nel conflitto siriano, specialmente la Russia che controlla i cieli, non ne fossero al corrente. Ad ogni modo, sono stati esplicitamente fatti taciti accordi, l'aviazione turca ha bombardato a proprio piacimento le posizioni dell'YPG ed i villaggi attorno ad Afrin, così come la città stessa. Ancora una volta nella storia, la popolazione curda – e non solo – fa le spese di un terribile gioco internazionale.

Il fatto che noi non abbiamo aderito agli elogi della «rivoluzione in Rojava», intessuti da quasi tutta la sinistra e da una parte considerevole di anarchici, deriva da molte ragioni.

La Macchina in noi

Macchianera

La Macchina in noi

George Orwell
Noi
Evgenij Ivanovič Zamjatin
Voland, Roma 2013
 
Molti anni dopo averne sentito parlare, ho finalmente avuto tra le mani una copia di Noi di Zamjatin, una curiosità letteraria in quest'epoca di roghi di libri. Consultando Twenty-Five Years of Soviet Russian Literature di Gleb Struve, ho scoperto la sua storia: 

Zamjatin, morto a Parigi nel 1937, era un romanziere e critico russo che ha pubblicato un certo numero di opere sia prima che dopo la rivoluzione. Noi è stato scritto intorno al 1923 e, sebbene non si riferisca alla Russia, e non abbia nemmeno alcun legame diretto con la politica contemporanea — si tratta di un romanzo di fantasia ambientato nel ventiseiesimo secolo dopo Cristo — la sua pubblicazione è stata vietata perché ritenuto ideologicamente indesiderabile. Una copia del manoscritto ha potuto uscire dal paese e il libro è apparso tradotto in inglese, francese e ceco, mai in russo. La traduzione inglese è stata pubblicata negli Stati Uniti e non sono mai riuscito a procurarmene una copia; ma siccome il libro è disponibile nella sua versione francese, alla fine sono stato in grado di farmelo prestare.

Scintille, ancora?

Brulotti

Scintille, ancora?

 

È passato quasi un anno da quando un fatto apparentemente insignificante è stato la scintilla che ha infiammato la protesta contro Tap, facendola uscire da quella simbolica che era stata fino a quel momento e scavalcando chi si era autoproclamato unico oppositore. Giorni entusiasmanti in cui una piccola parte della popolazione, con la sua determinazione e la sua fantasia, ha messo concretamente i bastoni tra le ruote della macchina devastatrice, prendendo in mano le redini della propria contrarietà all’opera e smettendo di affidarsi alle carte bollate ed alla politica che, nel corso degli anni, avevano manifestato tutta la loro inconcludenza. Ed è stata necessaria tutta la forza della politica – dall’alto come dal basso – per far rientrare una protesta che sembrava volesse, e potesse, radicalizzarsi.

Oltre la riforma

Brulotti

Oltre la riforma

Nando 

Pare incomprensibile come, dopo tanti anni di lotte sterili o quasi, dopo tante amare disillusioni, dopo tanti disegni falliti e piani travolti e sistemi e metodi sorti colla pretesa dell'infallibilità, e andati a rifascio al primo cozzo col più fragile ostacolo, tante lezioni umilianti inflitteci dalle forze nemiche più scaltre e agguerrite di noi, pare strano dico che vi siano ancora individui i quali, in buona fede o in mala fede non importa, non avendo da quegli insegnamenti saputo trarre conclusioni corrette, persistono nel credere che la questione sociale possa trovare la sua soluzione inevitabile, ma lenta, piana e pacifica, attraverso la legislazione nei parlamenti nazionali, con la riforma progressiva del sistema attuale.

Tilt

Brulotti

Tilt

(m)andare in tilt significa smettere di funzionare, cessare di corrispondere
alle esigenze specifiche di una determinata struttura od organizzazione
 
Uno spazio e un foglio. Tilt è un nuovo progetto per provare a riprendere il filo di un discorso mai interrotto: quello di una opposizione a Tap — e non solo — senza mediazioni né compromessi, una opposizione radicale che abbia nella conflittualità costante il suo punto di forza e di rottura; non solo contro Tap e tutti i suoi collaboratori, ma anche contro il mondo della politica che lo ha approvato, contro l’economia che lo sostiene e contro i gestori dell’ordine che lo proteggono.
Uno spazio in cui discutere, incontrarsi, scambiarsi informazioni, auto-organizzarsi, dare e ricevere suggerimenti. Un foglio per iniziare a criticare quanto ci circonda, per iniziare ad esprimere ciò che abbiamo a cuore. 

À propos d'anarchisme et (de crise) d'identité

Ostrogoto [fr]

À propos d'anarchisme et (de crise) d'identité

Un texte intitulé « Contre » l'anarchisme. Une contribution au débat sur les identités, déjà paru en novembre dernier en Espagne dans la revue Solidaridad Obrera (organe officiel de la CNT), a été traduit en français il y a peu et publié sur le site lundi.am (organe non officiel du Comité Invisible).