Rompre le cercle

Ostrogoto [fr]

Rompre le cercle

L’enfermement semble paradoxalement nulle part, relégué dans un ailleurs invisible à la foule des coeurs domestiqués et des cerveaux anesthésiés, et pourtant il est partout présent. Dans le sentiment d’asphyxie qui prend à la gorge à chaque pas de travers, comme dans la chaîne à rallonge d’obligations et de sanctions traînée comme un boulet au pied.

Rompere il cerchio

Brulotti

Rompere il cerchio

La reclusione non appare paradossalmente in nessun luogo, relegata in un altrove invisibile tra la folla dei cuori addomesticati e dei cervelli anestetizzati, eppure è presente dappertutto. Nel senso di asfissia che afferra la gola ad ogni passo falso, come nella lunghissima catena di obblighi e sanzioni che si trascina come una palla al piede.
È dovunque vengano imposte le regole del gioco (e le leggi sono sempre regole imposte dall'autorità, cioè da coloro che esercitano il potere nella società) a scapito della libera associazione tra individui e della loro reciprocità.

Bouteldja, le sue «sorelle» e noi

Macchianera

Bouteldja, le sue «sorelle» e noi

Melusine
 
I Bianchi, gli Ebrei e Noi.
Verso una politica dell’amore rivoluzionario
Houria Bouteldja
Sensibili alle Foglie, Roma 2017
 
Le reazioni entusiastiche nonché critiche suscitate dall'ultimo libro di Houria Bouteldja hanno in gran parte ignorato le pagine che l'autrice dedica alle «donne indigene» e al ruolo che dovrebbero avere nella lotta antirazzista. Questo testo vorrebbe colmare tale lacuna, rifiutando l'ingiunzione alla fedeltà comunitaria e proponendo un antirazzismo risolutamente femminista.

Religione e schiavitù

Brulotti

Religione e schiavitù

Giuseppe Ferrari
 
L'autorità è il risultato della rivelazione soprannaturale. La tradizione, il libro sacro, la favola esprimono la volontà irresistibile degli Dei; bisogna obbedire, bisogna vegliare perché la legge sia osservata. Ecco il sacerdote. Avete trasportato la vostra ragione fuori di voi, in cielo; bisogna che altri ve l'imponga; vi siete perduto, bisogna che altri vi salvi; siete divenuto schiavo della vostra finzione, riconoscete la necessità di un padrone. Il sacerdote traccia la pianta della città, prescrive le preghiere, i digiuni, le macerazioni; dice se devesi combattere, se devesi chiedere la pace, se devesi aggiungere una corda alla lira; il sacerdote sarà ministro della vostra ragione. Nulla è lasciato al caso: gli Dei occupano l'intera natura, l'uomo non può vivere se non interpretando di continuo la legge occulta che governa gli elementi, non può credere a se stesso prima di aver consultato la sua finzione.

Una speranza nel declino della civiltà

Brulotti

Una speranza nel declino della civiltà

Gilbert K. Chesterton
 
L'altro giorno stavo vagando trasognato in taxi. In cuor mio ero consapevole di essere in ritardo per un appuntamento; probabilmente il più sperduto dei giornali provinciali americani lo avrebbe definito un impegno complicato. E ricordo i bei vecchi tempi, quando si poteva andare da una parte all’altra di Londra più velocemente in taxi che a piedi. Seduto nel taxi mi sentivo un privilegiato, in quanto parte di un blocco consistente o di una colonia stabile di taxi, che restava immobile mentre alcuni poliziotti distanti cercavano di convogliare l'intero traffico di Londra attraverso qualche piccola fessura fra due barricate, che bloccavano la strada meglio delle barricate della rivoluzione.
Il ritardo non mi disturbava affatto, in quanto sono rilassato e conservatore per carattere. Piuttosto, mi faceva piacere immaginare che avremmo potuto rimanere lì per sempre, mentre la massa di taxi si trasformava a poco a poco in una massa di villette. Mi divertiva pensare che l’edera potesse crescere sulle ruote e arrampicarsi lungo i finestrini.

Abbasso la logica del lavoro

Brulotti

Abbasso la logica del lavoro

Wolfi Landstreicher
 
1. In mezzo ai non-morti
Poche persone, oggi, vivono per davvero. Pochissime sperimentano la vitalità del loro divenire nel presente. Qualcuna si allunga per agguantare l’energia del suo desiderio al fine di creare quel divenire... Le altre, invece, lavorano.
 
2. Sonnambulismo
Posso sognare un mondo in cui esseri unici percorrono la propria strada, ogni movimento, ogni passaggio per le strade, i giardini, qualcosa di selvatico, una danza, un gioco, un viaggio in un’avventura senza fine. Ma questo sogno diurno è smentito dalla realtà non appena la mia mente vagante viene scossa e fatta rientrare nel corpo barcollante, giusto in tempo per evitare di andare a sbattere in qualche altro sonnambulo distratto. Che mondo senza grazia e privo di gioia, il mondo del lavoro.