Prostituzioni

Brulotti

Prostituzioni

«Onore a quelle che preferiscono eroicamente la morte all’infame prostituzione… Il mio cuore di donna le glorifica. Ovviamente comprendo che una donna abbia un amico o dieci amici, se ciò le aggrada. Ma concedersi senza desiderio, per un pezzo di pane… commercio odioso che la stessa scusa dell’amore materno non può purificare»
Libertaire, 29 luglio
 
È in un articolo le cui idee in generale mi sembrano eccellenti, che Félicie Numietska scrive questo paragrafo.
Che questa compagna non provi il desiderio di andare ad offrire il suo corpo al passante in fregola, che la maggior parte delle donne la pensi alla stessa maniera, lo capisco molto facilmente.
Ma, che pensare dell’idea di stare piegate dodici o quindici ore a cucire, di andare a sfinirsi in laboratori malsani dove per due o tre franchi le donne stirano, cuciono, battono a macchina, inscatolano zucchero o dolci in stanzoni senz’aria e con una temperatura pari a quella di una serra…
Non è prostituire le proprie braccia? Non è prostituire la propria forza, la propria salute, la propria gioventù? Dedicare ore ed ore a simili lavori non è prostituirsi del tutto?
E non è prostituire il proprio cervello insegnare ai bambini cose notoriamente false, scrivere libri ed articoli non per la gioia di diffondere le proprie idee, ma per guadagnare denaro?

Apocalissi e ragion di Stato

Brulotti

Apocalissi e ragion di Stato

Nicola Chiaromonte
 
Ma la bomba era stata fabbricata per conto di uno Stato, ed era normale che le ragioni di Stato prevalessero: avevano anch’esse una loro logica, che era la logica dei risultati immediati.
Nell’immediato, quel che occorreva era la certezza dell’efficacia massima, e questa non si poteva avere che servendosi della bomba sul serio. Poi si sarebbe visto.
Quel che si è visto è la prosecuzione meccanica della logica della ragion di Stato, la logica dell’immediato e dell’efficacia. Si è arrivati a una situazione, la presente, in cui la decisione se usare o no le armi assolute finisce col dipendere non da una decisione umana, ma da un calcolo elettronico delle probabilità più o meno grandi che una certa situazione individuata da certe macchine sia quella in cui un certo Stato, essendo minacciato di morte imminente, non ha altra scelta che scatenare sull’avversario la medesima minaccia. 
Non si sapeva dove si andava nel 1945, lo si sa sempre meno oggi.