Nictalopi

Brulotti

Nictalopi

Se c'è un segreto stantio che da decenni fa il giro del mondo infantile è sicuramente quello confidato dalla volpe al Piccolo Principe: «Si vede bene solo con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi». È forse un mero caso se il cuore che ha pronunciato questa sentenza verso metà del secolo scorso, quando non indossava la livrea militare, si insinuava tranquillamente negli stracci del giornalista, ad esempio per denunciare i «crimini repubblicani» della Spagna del 1936-37 sui principali giornali nazionalisti? O che un fervente ammiratore di un Maresciallo che ha riconciliato il popolo frrrancese sotto il suo giogo dopo la disfatta sia stato ricompensato con una nomina al comitato provvisorio del Rassemblement pour la Révolution nationale (1941)? Come alcuni hanno fatto notare successivamente in un'altra occasione, l'importante in materia di sonagli ufficiali non è tanto essere capaci di rifiutarli, quanto non meritarli.

Spavaldi schizofrenici

Brulotti

Spavaldi schizofrenici

Intervista di Fritz J. Raddatz a Günther Anders

 

Colgo nell’insieme del suo lavoro una contraddizione molto complessa; questa contraddizione mi si presenta sotto tre elementi, a dire il vero difficilmente conciliabili. Da un lato dice: «Qualunque cosa si faccia, è sempre più o meno vano». Dall’altro lato, l’insieme dei suoi lavori non fa che presentare il contrario, ovvero di lottare contro questo «invano», per cambiare comunque qualcosa, creare una coscienza, combattere almeno l’analfabetismo mentale, ed anche quello morale. Arrivo al terzo punto, in cui lei dice da qualche parte che l’essere umano è, secondo la sua espressione, «contingente». Come può pretendere di collegare questi tre elementi contraddittori?