Poche mele marce

Brulotti

Poche mele marce

Dopo la ribellione per la morte di George Floyd avvenuta la scorsa estate, è diventata pratica comune dipingere tutti gli agenti di polizia negli Stati Uniti con un’unica pennellata di colore. L'americano medio era solito credere che la maggior parte dei poliziotti stesse facendo solo il proprio lavoro, mentre i mass media si concentravano su poche mele marce che non rappresentano la stragrande maggioranza degli agenti di polizia. Questa visione è ormai diventata obsoleta – ma penso che occorra riportarla in auge. Certo, esistono poliziotti che sono razzisti, sessisti, omofobi, violenti e corrotti. Ma non tutti i poliziotti sono così. Alcuni poliziotti sono intelligenti e sofisticati. Studiano le discipline umanistiche e tentano di capire le cause strutturali dei problemi sociali incontrati sul campo. Questi poliziotti cercano di costruire rapporti di fiducia con le comunità che sorvegliano e dove vanno a lavorare ogni giorno, combattendo per migliorare la percezione pubblica nei confronti della polizia.

Tempi e memoria

Intempestivi

Tempi e memoria

C'era da aspettarselo che, in occasione del ventennale delle bollenti giornate genovesi del luglio 2001, da più parti si sarebbero organizzate una miriade di ricorrenze. Per ricordare, per testimoniare, per non dimenticare. Più difficile immaginare che i più rapidi in tal senso sarebbero stati proprio loro, gli aguzzini di Stato. Non hanno nemmeno atteso l'arrivo del 2021 per celebrare la mattanza avvenuta in quella lontana estate nel carcere di Bolzaneto, avendola già rievocata il 6 aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, quando oltre un centinaio di agenti della polizia penitenziaria hanno massacrato per ore i detenuti che protestavano. Se venti anni fa i secondini infoiati urlavano «qui non avete diritti!», oggi i loro colleghi gridavano «lo Stato siamo noi!». Il concetto, come si nota, è rimasto invariato.
E se, preso lo slancio, si facesse un altro balzo indietro di vent'anni?

Fuorirotta

Contropelo

Fuorirotta

Raccolta di testi sulla rivolta di Genova e su chi cercò di governarla
 

Luglio 2021
La vita è lotta e, spesso, la lotta costa la vita. Per questo la lotta non può ridursi a un mero fatto politico...
Sono passati quasi vent’anni da quel luglio 2001 a Genova... tanti, quei giorni, scesero in strada. Tra questi ci fu chi portava avanti un tentativo di creare rappresentanza politica, pronto a individuare e distinguere i buoni dai cattivi. Ma qualcosa andò storto: diverse individualità, provenienti da tutto il mondo, decisero di non delegare a nessun leader l’espressione della propria rabbia, di non farsi schiacciare dalla collettività di un Movimento ma di esprimere semplicemente sé stessi e le loro cattive passioni.

Fantozzi d'Italia

Intempestivi

Fantozzi d'Italia

E alla fine l'Italia s'è desta! Milioni di orgoglioni italioti sono scesi in strada, dall'Alpe alla Sicilia. Stringendosi a coorte, hanno sfidato i divieti anti-assembramento. Ed hanno gridato, hanno sofferto, si sono agitati, con un sogno nel cuore: trovare la sospirata vittoria. E quando muscoli saldi e garretti d'acciaio all'insegna del tricolore hanno spezzato le reni alla perfida Albione, ogni paura è scomparsa all'orizzonte. Milioni di orgoglioni italioti hanno travolto ogni distanziamento sociale, tutti pronti alla morte.
No, l'Italia non è affatto la terra dei morti.

... ogni scherzo vale

Contropelo

... ogni scherzo vale

Genova, G8, luglio 2001:

Tanti i ruoli rappresentati, l’autenticità è condannata

Chi può scagliare l’anatema contro coloro che a Genova hanno fatto strage di vetrine? Non certo chi ha fatto strage di ossa, di teste e di denti. Né chi si indigna per le aiuole calpestate e poi considera normali i morti sul lavoro. Ma nemmeno chi vuole invadere la “zona rossa” del privilegio partendo dalla “zona grigia” del collaborazionismo. Se chi attacca una banca è un provocatore infiltrato, come si può definire chi contratta a nome di tutti con un questore, chi calca nei più svariati modi il palcoscenico della rappresentazione, chi diventa parlamentare, chi è ormai ingranaggio delle istituzioni? Lo Stato può sempre contare su schiere di servitori pronti ad ammazzare e di elettori pronti a farsi ammazzare; ed oggi ha presentato ad alcuni compagni un conto assai salato per quegli attimi di libertà. Tuttavia la nostra strada, l’unica in grado di portarci in paesaggi fantastici e ad incontri segreti dove tutto è ancora possibile, non può passare né dalle aule di tribunale né dagli studi mediatici. Il culto della giustizia e quello della verità non avranno le nostre attenzioni.