In ostaggio

Intempestivi

In ostaggio

Mai come in questi giorni la realtà ha preso in ostaggio l'immaginazione. I nostri desideri e sogni più folli sono sovrastati da una catastrofe invisibile che ci minaccia, ci confina, legandoci mani e piedi al capestro della paura. Qualcosa di essenziale si gioca oggi attorno alla catastrofe in corso. Ignorate le poche Cassandre che da decenni lanciavano i loro avvertimenti, ora siamo passati dall'idea astratta al fatto concreto. Come dimostra l'odierna emergenza con tutti i suoi divieti, ad essere in ballo non è la mera probabilità di sopravvivere, ma qualcosa di ben più importante: la possibilità di vivere. Ciò significa che la catastrofe che oggi ci perseguita non è tanto l'imminente estinzione umana — da evitare, ci viene assicurato sia in alto che in basso, solo con una completa obbedienza agli esperti della riproduzione sociale — quanto l'onnipresente artificialità di un'esistenza la cui pervasività ci impedisce di immaginare la fine del presente.
 
«Catastrofe»: dal greco katastrophé, «capovolgimento», «rovesciamento»; sostantivo del verbo katastrépho, da kata «sotto, giù» e stréphein «rovesciare, girare».
 
Sin dall'antichità questo termine ha conservato fra i suoi significati quello di un avvenimento violento che porta con sé la forza di cambiare il corso delle cose, un evento che costituisce al tempo stesso una rottura e un cambiamento di senso, e che di conseguenza può essere sia un inizio che una fine.

In sicurtà campare

Brulotti

In sicurtà campare

«Siamo la ciurma anemica
d'una galera infame
su cui ratta la morte
miete per lenta fame.
Mai orizzonti limpidi
schiude la nostra aurora
e sulla tolda squallida
urla la scolta ognora...»
 

Il galeon fatale chiamato società esiste ancora, sempre più galera infame.

Potrei...

Papiri

Potrei, ma non voglio!

Un compagno in coma

Brulotti

Un compagno in coma

Il nostro compagno Boris, detenuto nella prigione di Nancy-Maxeville dal settembre 2020 per l’incendio di due antenne-ripetitori nel Giura durante il confinamento, in questo momento è in coma artificiale nel reparto grandi ustionati dell’ospedale di Metz. Il fuoco si sarebbe sprigionato verso le 6,30 nella sua cella sabato 7 agosto.
La sola certezza è che la prigione è un sistema di tortura istituzionalizzata, e che lo Stato — dalla polizia alla giustizia fino alla galera — è direttamente responsabile di questa situazione.
Che la tristezza si trasformi in rabbia contro ogni autorità…
 
Alcuni amici, complici e compagne di Boris

Anticaglie

Brulotti

Anticaglie

“Gaie follie del dolore ridente” avrebbe dovuto essere il titolo del terzo volume postumo delle opere di Renzo Novatore, la cui pubblicazione era prevista inizialmente per la fine del 1924. Se i testi che dovevano comporlo (novelle e frammenti sparsi) sono andati poi probabilmente perduti durante un sequestro della polizia di frontiera, migliore sorte ha avuto il saggio che ne avrebbe fatto da introduzione. L’autore è Erinne Vivani, amico dell’anarchico ligure nonché assiduo collaboratore dei periodici individualisti dell’epoca.
Approfittiamo dell’occasione per comunicare che finalmente l’antologia novatoriana 
Le rose, dove sono le rose? è di nuovo disponibile presso le edizioni Gratis.

Il piccolo suggerimento di Lagertha

Brulotti

Il piccolo suggerimento di Lagertha

 

Eretto sulla punta settentrionale dell'isola danese della Zelanda, il maestoso castello di Elsinore controlla da secoli lo stretto che porta al Mar Baltico. Se questo monumento è ancora oggi l'orgoglio degli abitanti del posto, altri non mancano di ricordare con malizia che fuori dall'isola resta famoso soprattutto per aver fatto da scenario a una famosa tragedia, di cui di solito si conserva solo il motto «c’è qualcosa di marcio in Danimarca».