#author Stanislas Rodanski #title Angoscia #topics Miraggi #pubdate 2014-08-11 #lang it #cover a-1-abstract-figure-by-jacques-herold-jpg.jpg
Stanislas Rodanski (1927-1981), ha attraversato il surrealismo in silenzio, affascinato da un modo di vivere più che da una pratica artistica o militante. Più volte arrestato per i suoi eccessi, sarà rinchiuso per un paio d’anni in un manicomio criminale. I suoi testi, impenetrabili ed abbandonati al caso, sono il frutto di una esperienza rigorosa, testimonianza unica di una coscienza sopravissuta alla perdita del proprio orizzonte. La notte di capodanno del 1953, quando l’allegria è un obbligo civile, Rodanski bussa alle porte dell’ospedale di Lione. Non ne uscirà mai più, trascorrendo il resto dei suoi giorni in una quasi totale solitudine. «Al ricordo degli avvenimenti della mia vita, provo la sensazione che si tratti di una finzione in cui mi è impossibile distinguere la chimera dalla verità».

«Il nostro cuore è inquieto» Sant’Agostino
L’ombra delle creature declina nel crepuscolo delle apparenze Sono solo sul bordo di una neve sconosciuta Ed il mio desiderio cresce come i fasti annunciati all’orizzonte Sono solo e l’aurora misteriosa allunga le sue meraviglie verso altezze ignorate Corteo nuziale — ma per chi? Piaceri lunari di una ragazza superba Ardente da ghiacciare i cuori Sono solo nelle valli bruciate dalla cometa Le visioni fuggono dai miei occhi tetri I paesaggi si oscurano nello scioglimento dei ghiacci Cerco il silenzioso riposo del mare invernale Ricordo nel grembo misterioso dell’essere Sonno e ritorno all’ineffabile Presenza Dove tutto germoglia nell’oscurità delle origini Sono in uno strano abbandono — i secoli sono scappati All’avvicinarsi della sera del mondo Ed ecco adesso alzarsi la notte felice È l’inquietante bellezza di una casta testa svelata O potenza tutelare! Io sono Tremante e frenetico — l’angoscia scava il mio spirito: Nel cielo dei miei occhi dementi è arrivata L’oscurità del paese senza paesaggio? Oppure il tenebroso volto di una donna Regina delle contrade spirituali Dove si sfogherà il mio amore singhiozzante Per conoscere infine l’inconoscibile Pace Dove stagnano le esistenze trascorse o future?
[1947 o 1948, ripreso in Des proies aux chimères, 1983]