#title Architetti al servizio dell’oppressione
#topics Fuoriporta
#pubdate 2015-06-26
#lang it
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I «Quartieri di Nuova Concezione» sono sezioni di una struttura penitenziaria ma fisicamente separate dal resto degli edifici, in cui vengono piazzati i detenuti in fine pena (a cui manca meno di un anno da scontare) o condannati a pene brevi (meno di un anno). Queste sezioni possono contenere tre regimi di detenzione: per semi-liberi, altri riservati ad una pianificazione della pena e altri ancora per detenzioni brevi. In celle individuali dotate di doccia e cucinino, la sopravvivenza è più facile: si tratta del rovescio della medaglia dei tuguri delle Case Centrali (prigioni di sicurezza).
I QNC servono infatti da valvole di sfogo per garantire la tranquillità all’interno delle carceri, in base alla politica che ricompensa gli sforzi di «reinserimento» dei detenuti (se vuoi uscire più in fretta, mettiti prono, dimostra che vuoi inserirti e che sei diventato un buon cittadino…). Il vecchio metodo del bastone e della carota (la premialità nella detenzione, appunto). Coi 90 posti previsti nei QNC, la loro misura ridotta permetterà un inquadramento più stretto dei detenuti, che faciliti i secondini nel sorvegliare il buon comportamento dei futuri buoni cittadini e, com’è immaginabile, nel segnalare ed escludere coloro che non siano stati adeguatamente selezionati e che saranno destinati nuovamente alle conigliere delle sezioni normali.
Diciotto siti sono stati costruiti o sono in via di costruzione a Valence, Longuenesse, Varennes-le-Grand, Lorient Ploemeur, Brest, Laon e Toulon, e il Ministero ne sta già progettando altre, con 11 nuovi QNC: a Fleury, Dijon, Bonneville, Béziers, Perpignan, Maubeuge, Bourg-en-Bresse e Chambéry; poi a Nanterre, Grasse, Gagny, Mulhouse e Strasburgo in un terzo tempo.