#title Avalanche
#topics Brulotti
#pubdate 2014-05-16
#lang it
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È il punto zero di un nuovo progetto. Dalle prime tipografie clandestine e dagli opuscoli che passavano di mano in mano sottobanco fino ai tavolini con la stampa all’uscita della metro o nei circoli anarchici: gli anarchici si sono sempre appropriati di strumenti per alimentare, col dibattito e l’azione sovversivi, le idee antiautoritarie e le lotte. È in tal senso che questa pubblicazione vuole anche essere un mezzo, in particolare nel fornire uno spazio per stimolare il dibattito internazionale fra anarchici. Ecco perché queste pagine faranno posto soprattutto a lotte il cui fine sia anarchico: a lotte autonome, dirette e autorganizzate; a lotte miranti alla distruzione del potere in tutte le sue forme; a lotte presenti, passate e future.
Altri progetti sono stati azzardati su percorsi simili. Ma spesso abbiamo avuto la sensazione di trovarci di fronte ad informazioni frammentarie e a mere “notizie”. Cose che ci hanno lasciato con la nostra fame, senza darci sufficiente materia per affinare metodi, approfondire idee, elaborare prospettive e rendere incisive le affinità.
Una pubblicazione puntuale che passi di mano in mano crea possibilità di confronto critico e dibattito. Una pubblicazione cartacea con una periodicità di qualche mese lascia sufficiente tempo per approfondire tale aspetto. È forse una goccia d’acqua nel mare, ma è una scommessa che vogliamo fare. Negli ultimi anni, in numerosi angoli del mondo, sembrano moltiplicarsi i tentativi di realizzare pubblicazioni anarchiche: fogli orientati verso l’agitazione, piccoli giornali che servono da torce nell’oscurità della rassegnazione; oltre ad altri tentativi di avventurarsi nell’approfondimento necessario delle idee anarchiche, nell’analisi critica dei rapporti sociali e dei progressi del dominio. È quindi con un certo entusiasmo che lanciamo questo progetto di corrispondenza internazionale nella molteplice mischia. Molteplice, in quanto la forza dell’anarchismo è forse da sempre il rifiuto dell’unità ideologica e della sottomissione alla disciplina di partito, una forza che risiede nella varietà e nella ricchezza delle convinzioni e dei sentieri individuali che si ispirano, si incoraggiano e si sospingono attraverso la critica reciproca.
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Questo progetto non sarà mai rappresentativo, perché in tal caso dovrebbe considerarsi una rappresentazione di qualcosa di ben delineato, di un terreno costellato di limiti che non abbiamo la minima intenzione di rispettare. La rappresentazione è un colpo mortale per la vita, per l’individualità e per la rivolta che cerca di disfarsi delle sue catene. Sfortunatamente i meccanismi di rappresentazione e di politica non sono estranei agli anarchici e complicano le fecondazioni incrociate, gli approfondimenti per affinità ed il confronto (a volte necessariamente duro) di idee e prospettive. Osiamo sperare che questa pubblicazione sarà uno dei numerosi contributi per fare a pezzi questi meccanismi.
Nel corso della sua storia tumultuosa, l’anarchismo ha prodotto non pochi fantasmi. Organizzazioni formali che hanno spesso, ovvero sistematicamente, soffocato la rivolta individuale e la prospettiva dell’attacco diretto e immediato contro l’autorità. Illusioni quantitative che hanno travisato la lotta contro ogni potere presentandola come la costruzione di un contropotere capace un giorno di controbilanciare il dominio. Mentalità politiche ed opportuniste che hanno bassamente depredato l’anarchismo della sua stesa essenza. Ma ci sono sempre stati anche anarchici che non si sono lasciati ingannare da tali sirene. Anarchici che, senza attendere, hanno ingaggiato la lotta contro l’autorità sotto tutte le sue forme, hanno cercato e trovato i loro compagni e complici sulla base dell’affinità, non hanno messo da parte o camuffato le loro idee in cambio degli applausi o di un piccolo conforto provvisorio e, per queste strade, hanno sviluppato prospettive e metodi rivoluzionari ed insurrezionali che continuano a vivere anche adesso. Questo anarchismo informale ed autonomo — dato che il termine anarchismo senza altri aggettivi non basta più — resta vivo ancora oggi ed ha bisogno, secondo noi, di quanto riesca ad approfondire ed affinare le idee: di esperienze di lotta e di riflessioni critiche, di corrispondenze tra compagni e di esplorazioni di prospettive sovversive, di pratiche di attacco contro realizzazioni del dominio e di agitazioni contro la rassegnazione e l’accettazione che sono altrettanti pilastri del potere. [...]