Il “movimento” è morto, viva la... riforma!
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Questo testo è stato scritto nell’autunno 2017 nella ZAD di Notre-Dame-des-Landes. In seguito, la situazione è stata sconvolta dall’annuncio del 17 gennaio 2018 dell’abbandono del progetto dell’aeroporto da parte del governo.
Potrebbe sembrare fuori tempo massimo pubblicarlo dopo la “vittoria”. Ma, malgrado l’importanza che riveste per me questa lotta, si dà il caso che io non abbia mai festeggiato questa vittoria. Probabilmente sono troppo diffidente e puntiglioso sulle magagne che vi si nascondono dietro.
In questo periodo, difficile per le lotte sociali, la battaglia contro l’aeroporto ha preso i contorni di un simbolo contro l’offensiva capitalista, un po’ una lotta da non perdere in un oceano di disfatte. Allora, nel tentare un approccio critico, è facile imbattersi nel riflesso difensivo di una visione idealizzata.
Eh beh, tanto peggio... Questo testo è per chi vuole mettere in discussione la vittoria e scavare un po’ più in profondità su quella che è la posta in gioco. Da un lato perché la fine della battaglia contro l’aeroporto lascia il movimento orfano, anzi morto, e quindi in una situazione nuova. Ma quand’anche fosse nuova, resterà conseguenza di questi lunghi anni di mescolanze e di conflitti tra varie tendenze politiche, con diversi obiettivi e mezzi. Dall’altro lato perché gli ultimi mesi che hanno preceduto questa “vittoria storica” hanno molto da raccontare per contribuire a una cultura di lotta in generale. E perché già si può immaginare l’alone glorioso ed eterno che molti vogliono conferire a questa vittoria.
Novembre 2017