#author [Paolo Schicchi] #title Il popolo #topics Brulotti #pubdate 2012-10-25 #lang it #cover i-p-af1d509d0d31c899d38ea0e7d6ba68701d407c07-m-jpg.jpg
Il popolo è la bestia più vigliacca, Che sotto il sole abbia mangiato paglia: Ora senza fiatar porta tre sacca, Ed ora a dorso nudo scalcia e raglia.
Ma sempre fuori di luogo e alla ventura; Sicché può dir chi lo conosce a fondo E bene addentro nella sua natura: Popolo e ciuco son lo stesso mondo.
Spesso lo vedi piangere a dirotto Se crepa un vil pagliaccio o un reo mercante, Mentre farebbe, per giocare al lotto, Morir di fame Galileo e Dante.
Come un bamboccio grullo e scioperato Accorre dove suona la grancassa, Che annunzia un saltimbanco sul mercato, Ed ivi paga, applaude e se la spassa.
Oggi consacra un idol sull’altare, Sia pure uno strumento di Geenna, E domani lo butta in mezzo al mare, Se non gli gratta bene la cotenna.
Chi disse che il suo grido vien dal cielo Solo conobbe l’estro del ciociaro E sul timpano tenne un lercio velo: Voce di folla è raglio di somaro.
[Il Picconiere, 1925]