#author Benjamin Fondane #title Lo sguardo dell’assente #topics Miraggi #pubdate 2018-04-09 #lang it #cover l-s-95b19e25a20b3b9f208f90425d986e4b-jpg.jpg
I l’uccello è preceduto dal suo sonno futuro lo sguardo dell’assente dimenticato nell’anello il fuoco delle vetrine consuma il tempo e questa scoperta del niente così lenta oh radici conosco i vostri appetiti radici quale tenebra vi occorre per deporre un diamante l’ora è piena di buchi le stelle sono il passato oscuro dei diamanti le donne hanno la testa mozzata nel cuore degli uomini il lavoro sputa per terra e la freddezza invade persino le parole mentre le ginocchia si aprono al sole le prime ginocchia di marzo pieno di semi l’oscurità tradita dal grido della feccia le mucche minerali nelle fattorie del cuore lo stagno questa lingua del silenzio nella bocca dei campi ascolta il canto del gallo servito alla maionese dell’alba osserva il respiro della terra sullo specchio dei volti
II ma l’uomo dov’è l’uomo l’uomo ride — saluta il pomeriggio del sangue si stupisce di essere in ritardo su se stesso gli intestini delle strade si gonfiano nel suo cuore dove andrà dove andrai i bambini gli strappano le reni foglia per foglia lo prendono di mira con le loro nuove parole hanno un certo appetito nel mangiare un uomo ma si nasconde sotto la palpebra dei suoi muscoli nudo come quei pesci di cui si pesca solo la lucentezza si tuffa nel sogno eccolo colmo delle fosforescenze del sonno il silenzio lo segue come una lampada come una macchia di grasso lo spirito pane di neve la sua forza si alimenta nelle vene dei dormienti se vi annegasse per dio la notte gli fa delle flebo ma un’alba irreale il mare vi si spazzola i capelli corre trafelato come un cane da caccia ed è sempre più profondo accarezza la guancia delle forze che denuda segni e succhi questa ricchezza lo stupisce d’essere assente lancia gli uccelli a piene mani solitudine in cui si ritirano i battelli morenti chi sei quiete quale forma d’oblio preferire bagno di memoria dove immerge il negativo delle parole pietra sotto un fazzoletto d’acqua che si muove vivere ma vivere nuotare nel sole ma senza cintura di salvataggio vivere vivere vivere vivere il sangue sale cinquanta gradini correndo è solo la bandiera rossa a contare eccola dar fuoco alle fascine delle vene si sgola sulla branca maggiore dei polmoni orchestra di resine desiderio molla il mio piede preso nella tua tagliola basta con questi specchi in cui il nudo si abbrutisce la fragola è solo la vena aperta della pietra le sorgenti si fanno verificare dal fegato anche questa primavera verrà battezzata dalla noia datemi altro tanti oggetti imprevisti minerali occorreranno loro dei nomi sufficientemente oscuri nascite crescite disordini nuovi datemi altro l’ombra [ombre] che si stacca dalla parola numero [nombre]

[Discontinuité, n. 1, giugno 1928]