Titolo: Non si può volare assieme
Argomento: Miraggi
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L’uccello prigioniero nella gabbia,

l’uccello libero nella foresta:

quando venne il tempo s’incontrarono,

questo era il decreto del destino.

«Amore mio, voliamo nel bosco!».

L’uccello prigioniero gli sussurra:

«Vieni, viviamo entrambi nella gabbia».

Dice l’uccello libero: «Tra sbarre,

dove c’è spazio per stendere le ali?».

«Ahimé», grida l’uccello nella gabbia,

«Non so dove appollaiarmi nel cielo».


L’uccello libero grida: «Amore mio,

canta le canzoni delle foreste».

L’uccello in gabbia dice:

«Siedi al mio fianco,

t’insegnerò il linguaggio dei sapienti».

L’uccello libero grida: «No, oh no!

I canti non si possono insegnare».

L’uccello nella gabbia dice: « Ahimé,

non conosco i canti delle foreste».


Il loro amore è intenso e struggente,

ma non possono mai volare assieme.

Attraverso le sbarre della gabbia

si guardano e si guardano, ma è vano

il loro desiderio di conoscersi.

Scuotono ansiosamente le ali e cantano:

«Vieni vicino a me, amore mio!».

L’uccello libero grida: «È impossibile,

temo le porte chiuse della gabbia».

L’uccello in gabbia sussurra: «Ahimé,

le mie ali sono morte e impotenti».


[da Il Giardiniere, 1913]