#author Stig Dagerman #title Sette biglietti antimilitaristi #topics Miraggi #pubdate 2015-07-02 #lang it #cover s-b-30bec010337af0190e0ff6ea4c69fef727eb2653-m-jpg.jpg

Scrittore ed anarchico, Stig Dagerman (1923-1954) era solito commentare i fatti di cronaca, di attualità, con «biglietti quotidiani» che in un certo senso si situano fra letteratura e giornalismo. Si tratta di poesie satiriche, all’epoca pubblicate sul giornale anarchico Arbetaren, che nelle intenzioni di Dagerman volevano costituire un pugno in faccia all’idiozia umana. Qui presentiamo alcuni dei suoi «Dagsedlar», una manciata di biglietti contro la guerra.

Il piccolo verme

È stata appena istituita una società per la protezione dei rettili. Siamo ancora in attesa della società per la protezione degli esseri umani.
Un verme strisciava sul cadavere d’un militare. In lungo e in largo non faceva che strisciare. Infine non ebbe altro di cui potersi nutrire. Il piccolo verme era proprio da compatire!
Ma quando era sul punto di crepare, due dame sorridenti eccole arrivare. Piccolo verme, un’associazione creeremo così ché la tua salute tuteleremo.
Piangeva ognuna come una Maddalena quanto al verme, era pieno di lena. Per un verme sono una benedizione le persone di sì lodevole intenzione.
Nel frattempo giaceva là il soldato, immerso nei suoi pensieri, putrefatto. Eppure egli era assai grato di aver la propria quota già pagato.
(13 settembre 1944)

Il rovescio della medaglia

«La guerra è eroica quando se ne sente parlare attraverso i comunicati, ma ciò che si nasconde dietro di essa non è sempre così magnifico» – da un giornale di Stoccolma.
Un eroe caduto sul campo con onore giace a faccia in giù nel fossato, giacca forata, il suo volto un orrore, ha quattro buchi nel costato.
È un vero peccato per la divisa per la camicia e il pantalone ma non ha mise la compassione nel corso d’una morte sì gloriosa.
Benché non abbia sofferto mai pei gas, le granate, i mortai, la medaglia al rovescio è da posare per non farlo tutto ignudo schiattare.
È essenziale che la sua nudità venga occultata con abilità. L’onore di cotanta medaglia val bene un buco nella frattaglia.
(12 ottobre 1944)

Sventure svedesi

In quell’oasi di pace che è la Svezia il problema di attualità è sapere se ci sarà il prosciutto a Natale. Ma anche il latte potrebbe venire a mancare.
Cadaveri dappertutto circondati da avvoltoi. (Dite, avremo qualcosa da mettere in forno?)
Aerei abbattuti e colpi di cannone. (Temo davvero, sai, per il nostro prosciutto)
Ahimé, si muore di fame ovunque sulla nostra terra. (Riusciremo, alla fine, a bere una buona birra?)
La tortura è praticata in tutti i modi. (Passami la marmellata e un po’ di bismuto)
(6 dicembre 1944)

Ford e la guerra

Un giornale di New York accusa Ford di aver tenuto durante la guerra il piede in due staffe, fornendo grandi quantità di materiale alla Wehrmacht e regalando denaro a Hitler.
Il sangue inzacchera i nostri emisferi, Ford e la morte sono ottimi compari. Ammazzano in allegria, mano nella mano, sia il tedesco che l’americano.
Stalingrado ha resistito con ardore e Londra è scampata a tutti i blitz. Ma Ford uccideva senza pudore Tommy, Ivanov e pure Fritz.
È così che in ogni sua officina si fabbricano cittadini del mondo. Quando c’è da saltare sopra una mina, la morte colpisce alla cieca in tondo.
Crepino a milioni gli esseri umani purché le Ford facciano buoni affari. Il denaro non ha odori vari ma il sangue resta ancora sulle mani.
(26 settembre 1945)

Scrupoli di coscienza

I criminali di guerra giudicati a Norimberga si riparano dietro la loro coscienza.
Tanto di cappello amici miei davanti a quei nazisti rei che al processo di Norimberga hanno la coscienza assai severa.
Hanno bruciato, assassinato, stuprato e ancora strangolato. Ma sol perché la loro coscienza glielo dettava senza reticenza.
La loro anima che è a modo ha tanto sofferto in tribunale. Non stringere troppo il nodo boia, o gli farai del male.
(5 giugno 1946)

La morte a portata di tutti

Un matematico inglese ha calcolato che la guerra atomica sarebbe molto economica. Il costo della morte sarebbe di appena una sterlina per persona.
Il prezzo della vita va giù. Ieri valevamo una sterlina, orsù domani i cadaveri dovranno pagare per potersi far sezionare.
Per la morte c’è un futuro. Il cappio al collo è troppo caro. Ma domani potremo tutti crepare praticamente senza nulla sborsare.
Fanno calcoli per lucrare ma noi paghiamo i cocci rotti. Toh, è la morte a guadagnare: Non spingete, ce n’è per tutti.
(27 settembre 1952)

La grande gara

Secondo le ultime notizie, l’Inghilterra è in testa nella corsa all’armamento atomico.
La partita è appassionante, il pubblico abbondante. Sui gradini rabbrividisce, ma vuol sapere come finisce.
Gli yankee a lungo hanno guidato però gli inglesi han pareggiato. Il terreno si è affumicato l’arbitro è stato cacciato.
Ognuna delle squadre è eccellente ma in tribuna c’è l’indiscrezione che i russi si allenino duramente per tornare in competizione.
Davanti allo stadio e alle sue mura le ambulanze son là ad aspettare tutti i cadaveri da evacuare allorché terminerà la gara.
(6 ottobre 1952)