#title «Voglio la mia tomba...» #topics Brulotti #pubdate 2018-08-24 #lang it #cover v-l-amer-1-0fc8a-jpg.jpg
Questi versi sono attribuiti a Ramón Vila Capdevila detto Caracremada (1908-1963), l’ultimo partigiano anarchico spagnolo. Dopo aver partecipato alla rivoluzione del 1936, dopo aver preso parte in Francia alla Resistenza contro il nazismo, Caracremada fece ritorno in Spagna per combattere contro il fascismo del generale Franco. Rinnegato dai burocrati della CNT, che lo definivano «bandito», Caracremada morirà in un conflitto a fuoco con la Guardia Civil dopo una lunga serie di sabotaggi contro i tralicci dell’alta tensione (l’ultimo dei quali compiuto cinque giorni prima della sua morte, avvenuta il 7 agosto 1963).
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Voglio la mia tomba distante dai cimiteri senza camicie bianche né monumenti dorati
Voglio esser sepolto lontano da quei luoghi fasulli dove ogni anno arriva gente a deporre i propri lamenti
Voglio esser sepolto in cima a una montagna accanto a quel pino bianco solo nel burrone
Voglio che la mia tomba stia tra due macigni e i miei compagni siano serpenti colorati e lucertole verdi
Non voglio al mio funerale preti laici o romani, e i fiori devono essere mazzi di cardi pungenti
Non voglio nemmeno che siano pronunciati discorsi e salmi con bandiere ed orpelli perversione del mondo civilizzato
Come orazione, il gracchiare di corvi e cornacchie l’ululato della vecchia volpe quando cieca viene abbandonata
Nessun lume di cero dai lugubri bagliori mi illumineranno fulmini e lampi
Voglio la mia tomba ricoperta di alte spine di rovi grandi e spessi cespugli e cardi selvatici
Che accanto cresca l’erba per il bestiame e che alla mia ombra si riposi il cane nero stanco
Voglio che il mio corpo riposi lontano dal trambusto umano accanto al grande pino situato nella gola solitaria