Miraggi

Il deserto emozionale che stiamo attraversando gioca brutti scherzi. Provoca miraggi, allucinazioni in cui ciò che è pura immaginazione viene percepita come realtà. Ma questo stato morboso non è, al tempo stesso, una forma esasperata di lucidità? Non è proprio il miraggio a spingerci a resistere, ad andare avanti fino ad uscire dal deserto? La narrativa, la poesia, possono istigare ad avvistamenti di terre rigogliose, altrettanti inviti ad evadere dai campi della sopravvivenza.

Lo sguardo dell'assente

Miraggi

Lo sguardo dell'assente

Benjamin Fondane
 
l'uccello è preceduto dal suo sonno futuro
lo sguardo dell'assente dimenticato nell'anello
il fuoco delle vetrine consuma il tempo
e questa scoperta del niente così lenta oh
radici conosco i vostri appetiti radici
quale tenebra vi occorre per deporre un diamante
l'ora è piena di buchi
le stelle sono il passato oscuro dei diamanti
le donne hanno la testa mozzata nel cuore degli uomini

A ferro e fuoco

Miraggi

A ferro e fuoco

Grisélidis Réal
 
Scrittrice, pittrice e prostituta — questa è stata Grisélidis Réal (1929-2005). Costretta a vendere il proprio corpo per dare da mangiare ai suoi due figli, farà di questa necessità una scelta di vita controcorrente, una sfida alle convenzioni sociali e alla moralità bigotta. A metà degli anni 70 entra in contatto in Francia con i movimenti di liberazione delle prostitute, diventandone una delle principali portavoce fino all’ultimo dei suoi giorni. «Una vecchia Puttana non cede le armi», scriveva Grisélidis Réal, ben sapendo che «l’onestà di una rivoluzione sta in questo: che sia senza quartiere».

Versi straccioni

Miraggi

Versi straccioni

Jean Richepin
 
L'annata è buona, grossi sono i grani. A voi. Tastate questa spiga: piena, dura, e come fiorisce! È la volta degli spigolatori. Ora. È la volta degli spigolatori.
 
O voi! Passando vicino ai covoni, rubate, rubate ai padroni. E ricordate che pane ci vuole a quei che non han burro. È la volta degli spigolatori. Ora. È la volta degli spigolatori.

Il cavallo muore e...

Miraggi

Il cavallo muore e gli uccelli volano via

Lajos Kassák
Lajos Kassak (1887-1967), nato in terra slovena sotto il dominio del regno austro-ungarico, inizia a lavorare come fabbro all'età di undici anni. Nel 1909 un viaggio a piedi fino a Parigi gli fa scoprire l'arte e la poesia. La sua mancanza di istruzione scolastica non gli impedisce di sviluppare un proprio pensiero caratterizzato da una forte personalità, finendo col diventare la figura di punta dell'avanguardia ungherese. Nel 1915, prendendo spunto dalle riviste espressioniste tedesche che mescolavano assieme critica sociale ed espressione artistica, fonda la rivista A Tett (L'Azione) che da un lato farà scoprire al pubblico magiaro Apollinaire e Marinetti, e dall'altro farà infuriare le autorità per gli articoli libertari e antimilitaristi. Messa al bando A Tett nell'ottobre del 1916, un mese dopo Kassak crea una nuova rivista, Ma (Oggi), che questa volta verrà bandita dalla Repubblica dei Consigli di Budapest perché contraria all'arte di propaganda. Costretto all'esilio nel 1920 dopo un breve soggiorno in carcere, Kassak raggiunge Vienna dove potrà proseguire la propria opera artistica — sempre legata ad una visione di classe, ma mai messa al servizio di qualsivoglia partito — unendosi ai costruttivisti.
«Distruggi, così puoi creare. Crea, così puoi vincere» era il suo motto. Qui presentiamo il suo più celebre poema, pubblicato all’inizio degli anni 20.

Pranzo di teste

Miraggi

Pranzo di teste a Parigi

Jacques Prévert
 
... quand'arrivò il presidente con una pompeggiante testa d'uovo di Colombo fu un delirio.
«Era semplice, ma bisognava pensarci», dice il presidente spiegando il tovagliolo, e davanti a tanta astuzia e a tanta semplicità gli invitati non possono padroneggiar l'emozione; da due occhi incartonati di coccodrillo un grosso industriale versa sincere lacrime di gioia, un altro più piccolo mordicchia Ia tavola, graziose signore si sfregano con delicatezza le zinne e l'ammiraglio, trasportato dall'entusiasmo, beve in malo verso la sua coppa di champagne, fa scricchiolare sotto i denti la base del calice e, l'intestino perforato, muore in piedi, aggrappato al parapetto della sedia gridando: «Prima i bambini». 

Ingresso nel «gran mondo»

Miraggi

Ingresso nel «gran mondo»

Enrique Jardiel Poncela
 
Il fatto è che non potevo rimandare neppure per un giorno il mio ingresso nel gran mondo, cioè nell’alta società.
Costantemente, a mano a mano che la mia fama di noleggiatore di parrucche per fattorini tranviari cominciava a diffondersi, ricevevo numerosi e quasi sempre profumati inviti, nei quali mi si pregava di intervenire a questo o a quel ballo, o riunione di società.
Lo sa Iddio quanto ho resistito prima di metter piede negli splendenti saloni, poiché sia le riunioni del gran mondo, sia il raccolto annuale dei lupini, sono cose che mi lasciano del tutto indifferente; martedì scorso, però, mi vidi obbligato a promettere che sarei andato al ricevimento dell’Eccellentissima Signora Contessa di Aromas de Piedrahita, nobile ed aristocratica dama, che ad una beltà singolare unisce un catarro cronico che neppure i pellet del dottor Mackenzie riescono a curare.

Ogni afflizione ha un urlo a sé

Miraggi

Ogni afflizione ha un urlo a sé

Stig Dagerman
 
Solo la salute è silenziosa
pertanto se chiudiamo il becco 
va da sé che lo si spiega con 
il nostro essere tutti tremendamente sani
 
e niente è come le arance spagnole
un rimedio, il migliore e più radicale, 
contro il cuore, la larva della tenia e della coscienza
una in ogni orecchio e due in bocca

Il segreto della situazione politica

Miraggi

Il segreto della situazione politica

Henri Michaux
 
Gli Umenesi di Bonnada hanno per fastidiosi vicini i Nippiani di Pomedea. I Nibboni di Bonnàride s'intendono vuoi col Nippiani di Pomedea, vuoi con i Rigiaboni di Caràbola per concertare un'azione di minaccia a danno degli Umenesi di Bonnada, non prima però d'aver stretto alleanza coi Bìtuli di Rotrarca e dopo aver temporaneamente neutralizzato con clausole segrete i Rigiobati di Biligata i quali sono posti sul fianco dei Colviti di Boleto che a lor volta coprono il territorio degli Umenesi di Bonnada nonché la parte nord occidentale del cucurbitorio dei Nippiani di Pomedea sito di là dai Prochi di Ostebocia.
Ma naturalmente la situazione non si presenta sempre in termini così semplici...

Laddove mi corrispondo...

Miraggi

Laddove mi corrispondo sempre meno

Jean Malaquais

Non si vedeva il fondo della vasta sala: delle panche di legno senza spalliera, lunghissime e molto numerose, l'attraversavano nel senso della larghezza. Piuttosto alte da terra dalla parte da cui si montava, (anzi bisognava prender lo slancio per issarcisi) andavano abbassandosi da destra verso sinistra, in direzione di una serie di porte laterali che davano accesso agli uffici. Dopo aver riempito i questionari d'uso, lasciate le impronte digitali su un'apposita scheda, e ricevuto un numero d'ordine, si era ammessi nella sala e ci si accomodava in cima alle panche, quelli giovani e svelti con un salto, quelli vecchi e obesi coll’assistenza dei loro concittadini. Quel dispositivo, di un'ingegnosa semplicità, regolava mirabilmente la circolazione: così stradata, la clientela s'incamminava verso la sua destinazione, come portata da un tappeto scorrevole.

Dieci poesie mortali

Miraggi

Dieci poesie mortali

Jacques Prevel

Jacques Prevel (1915-1951) viene ricordato soprattutto per essere stato uno degli ultimi e più fedeli amici di Antonin Artaud, il cui incontro nel 1946 — subito dopo che il teorico del teatro e il suo doppio era uscito dal manicomio di Rodez — fu per lui una autentica illuminazione. Prevel descrive questa amicizia in un diario dove annotava la sua vita quotidiana «in compagnia di Antonin Artaud», trascorsa alla ricerca della poesia (e di droghe). Pochi ricordano però che Prevel fu egli stesso un poeta maledetto che per tutta la vita andò «alla deriva verso l’assoluto», lontano dalle consuetudini care ad un mondo che non era il suo e contro cui lanciò le sue parole «di collera e di odio». Malato da tempo di tubercolosi, Jacques Prevel si spegnerà a soli 36 anni.

I Sicari di Mida

Miraggi

I Sicari di Mida

Jack London
 
Scritto nel 1900, il racconto breve I sicari di Mida apparve l'anno successivo sull'edizione americana della rivista inglese Pearson's dopo essere stato rifiutato da due note riviste letterarie. Un rifiuto causato solo dal fatto che all'epoca Jack London non era ancora il celebre autore di Il richiamo della foresta? O sarà stata la trama stessa ad aver spaventato gli editori statunitensi, poco propensi a raccontare le gesta di un gruppo di misteriosi proletari i quali, stanchi di continuare ad essere degli «schiavi salariati», commettono una serie di omicidi gratuiti al fine di estorcere venti milioni di dollari al magnate delle ferrovie? Nonostante l'ironia di London abbia attribuito ai poveri una notevole dose di spietatezza e cinismo, resta impossibile chiudere gli occhi davanti all'idea attorno a cui ruota questo racconto: farla finita con l'ordine mercantile ricorrendo anche all'omicidio e al terrore per strappare le ricchezze della borghesia.
 

Il maestro filosofo

Miraggi

Il maestro filosofo

Donatien-Alphonse-François de Sade

Di tutte le scienze che si inculcano nella testa di un bambino, lavorando alla sua educazione, non v'è dubbio che i misteri del cristianesimo, benché siano una delle parti più sublimi di questo suo ammaestramento, non siano affatto tra quelli che si introducono con più facilità nella sua giovane mente. Persuadere un ragazzo di quattordici o quindici anni che Dio Padre e Dio Figlio sono la stessa persona, che il Figlio è consustanziale al Padre e che il Padre lo è al Figlio ecc., anche se tutto questo è necessario alla felicità della vita, è più difficile da far comprendere dell'algebra, e se ci si vuole riuscire, si è obbligati a utilizzare alcune forme fisiche, alcune spiegazioni materiali che, malgrado siano esagerate, facilitino al ragazzo la comprensione dell'oggetto misterioso.

Budapest 1956

Miraggi

Budapest 1956

Georges Henein

Uno sconosciuto ha dato risata alle polveri
La vita non è più intrecciata come un quaderno di rughe
Un turbamento mattutino scioglie la chioma del vissuto

 

Gli uomini posano le loro mani a caso
Ora su un seno ora su una foresta in fiamme
Avanzano nella nudità di un mondo che si compie

Poema petrolifero

Miraggi

Poema petrolifero

Geo Bogza

Vi parlerò degli uomini del petrolio
e del loro animo più nero
e più infiammabile del petrolio.

 

Vi parlerò di me,
perché nessuno più di me può essere un uomo del petrolio
e il mio animo nero e infiammabile
mi fa parlare a voi altri con tutta la brutalità possibile.

 

Così bisogna parlare del petrolio: con brutalità.

Fuori da questo mondo

Miraggi

Fuori da questo mondo

Charles Baudelaire
 
Questa vita è un ospedale in cui ogni malato è posseduto dal desiderio di cambiare letto. Questo vorrebbe soffrire di fronte alla stufa, quello crede che guarirebbe accanto alla finestra.
A me sembra che starei sempre bene là dove non sono, e di questa questione di trasloco discuto di continuo con l’anima mia.
«Dimmi, anima mia, povera anima infreddolita, cosa ne diresti di andare ad abitare a Lisbona? Là deve fare caldo e tu ringagliardiresti come una lucertola. Quella città è sulla riva dell'acqua; si dice che sia costruita in marmo, e che la popolazione abbia un tale odio per i vegetali da sradicare tutti gli alberi. Ecco un paesaggio di tuo gusto; un paesaggio fatto di luce e minerali, e di acqua per rispecchiarli!».

Pagine