Intempestivi

Non chiamateli mostri

«I mostri esistono, ma sono troppo pochi per essere davvero pericolosi. Sono più pericolosi gli uomini comuni, i funzionari pronti a credere e obbedire senza discutere...»
(Primo Levi, Se questo è un uomo)
 
I mostri, questi esseri dalle passioni abnormi, sconvolgono la quiete e turbano gli animi. Provocano orrore. Anche se talvolta suscitano curiosità, e magari pure simpatia, la loro è un'esistenza solitaria. Nessuno ama stare a lungo accanto ad un mostro, contro cui prima o poi si apre la caccia. Ecco perché non sono «davvero pericolosi». Gli esseri comuni, invece, quegli uomini e quelle donne che eseguono solo gli ordini, che fanno solo il loro dovere, che non hanno passioni interiori, solo pressioni esteriori — loro sì che sono pericolosi. Sono pericolosi perché hanno alle spalle una società intera.
Quando un mostro è assetato di sangue, come Jack lo Squartatore, ammazza cinque o sei persone. Un funzionario non è mai assetato di sangue. E quindi, come ad esempio un generale, massacra centinaia di migliaia di persone senza emozione. Il primo affonda le mani nel sangue che ha versato e rimane allucinato, il secondo preme un bottone e va tranquillo a dormire.
Avete sentito le ultime notizie? Gli esseri comuni che lavorano al Cie di Lampedusa spruzzano d'acqua fredda gli immigrati per disinfestarli. Perché no? È "Accoglienza" e poi gli immigrati sono sporchi. Mentre la pulizia, quella, è una virtù civica. Gli esseri "comuni" che lavorano per la Regione Abruzzo mettono su contratto prestazioni sessuali mensili regolarmente retribuite. Perché no? È lavoro e ovviamente la segretaria deve essere giovane e carina. Anche la legalità è una virtù civica.
I dipendenti della cooperativa di Lampedusa si giustificano difendendo la loro normalità: «Ma io sono un dipendente e mantengo la mia famiglia con quel lavoro. Che dovevo fare? Ho eseguito un ordine». Non chiamateli kapò, si offenderebbero.  
Anche la dipendente dell'assessore abruzzese, parte passiva ma comunque consensuale, si offende nel veder messa in dubbio la sua normalità: «Io non ho potuto rifiutare... io non ho fatto nulla...non credevo di fare nulla di male... sono mamma di una bambina piccola». Mentre il suo principale fa sapere che quel contratto era solo uno scherzo fra amanti. Che matte risate.
Sono questi gli esseri comuni, normali, che obbediscono senza discutere, adeguandosi alla situazione in cui si trovano. No, non chiamateli mostri.
 
[21/12/13]