Brulotti

Informatori e informazione

Intervista con Lauren Regan
 
Avvocatessa ed attivista, Lauren Regan è fondatrice e direttrice del Civil Liberties Defense Center, con sede a Eugene, in Oregon. Nel corso della sua attività ha difeso centinaia di persone colpite dalla repressione per le loro lotte contro lo Stato e il dominio. Fra queste, alcuni imputati del processo contro gruppi ambientalisti radicali come l'ELF e l'ALF nell'ambito dell'inchiesta denominata «Green Scare». In tale inchiesta hanno giocato un ruolo fondamentale i pentiti e gli infiltrati presenti in quei gruppi, sui quali si concentra questa intervista, e le risposte di Lauren Regan — nonostante le differenze di approccio e di linguaggio — non mancano di offrire notevoli spunti di riflessione, al di là di alcune affermazioni alquanto discutibili.
 
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– Qual è stato uno dei tuoi incontri più significativi con degli informatori all'interno delle comunità di azione radicale?
Dopo essermi trasferita sulla costa nord-occidentale del Pacifico, mi sono impegnata nelle campagne in difesa della foresta e quindi ho finito col dare parecchio supporto legale agli amici. Diversi anni più tardi ho convissuto per un breve periodo con Lacey Phillabaum. Nel dicembre 2005 un gruppo di miei amici, compagni attivisti e clienti, sono stati arrestati nell'ambito del «Green Scare». Lacey è venuta da me, fuori di sé perché le era stato chiesto di diventare una informatrice, e perché Stan (Stanislas "Stan" Gregory Meyerhoff) lo era già diventato.
Le ho detto che avremmo cercato di sostenerla in qualsiasi modo avesse avuto bisogno per evitarle una spiacevole situazione. Poco tempo dopo lei e suo padre mi hanno comunicato che erano in procinto di andare all'FBI, e che lei stava per diventare una informatrice.
È stato questo, pensavo prima. Ma un paio di anni più tardi ero nel team legale di Briana Waters [in seguito diventata anche lei una pentita] e stavamo andando al processo per la prima volta; lei affrontava la vita in carcere con un bambino di 2 anni, e Lacey Phillabaum stava testimoniando contro di lei per cercare di fregarla in modo da ottenere uno sconto sulla pena. Mi sono seduta al tavolo dei legali ad osservare l'interrogatorio del Procuratore e all'improvviso Lacey mi ha indicata, seduta al tavolo della difesa, dicendo che «Lauren Regan sapeva quello che stavamo facendo, o avrebbe dovuto saperlo». Era sotto giuramento e in sostanza cercava di farmi incriminare.
Per fortuna non è riuscita nel suo intento.
 
      
 
– Quando Lacey e suo padre si sono incontrati con te lo hanno fatto in quanto eri un avvocato potenzialmente suo rappresentante, o semplicemente un’amica personale?
In quanto avvocato, all'epoca per di più sua amica.
Il giorno in cui è scoppiato il «Green Scare», io, Jim, Lacey e Stan e qualche altro nostro conoscente eravamo in volo per il Costa Rica per il matrimonio di amici. Insieme a molti altri amici eravamo già in Costa Rica quando Stan è stato arrestato all'uscita dell'aeroporto. Lacey ha cominciato a tempestarmi di telefonate in Costa Rica, ma non c'era molto che potessi fare in quel momento. Ricordo però che mi lesse i nomi di tutte le persone che erano state arrestate, e questo mi spaventò davvero perché su quella lista c'erano nomi che non riuscivo a credere potessero essere coinvolti in atti di sabotaggio economico di quel livello.
Così pensai ad una cospirazione -— una caccia alle streghe — ad una rete più vasta di quanto si poteva supporre. In primo luogo è stato il nome di Daniel McGowan ad avermi sorpreso di più, perché lui aveva lavorato a stretto contatto con me per l'appello di Jeff Luer e nella campagna di sostegno ai prigionieri. Quindi l'idea che fosse il principale sostenitore di Jeff, e così vicino da essere incriminato lui stesso, mi sembrava azzardata. Pensavo che in alcun modo Daniel potesse essere coinvolto in questa storia, ma invece lo è stato.
 
– Avendo a suo tempo vissuto con Lacey, pensi che ci fossero comportamenti o tratti della sua personalità tali da non rendere sorprendente il fatto che alla fine abbia imboccato quella strada?
No, ed ecco perché. Lacey era una delle sostenitrici più militanti e fanatiche della «security culture» nella nostra città. Quando le persone venivano citate in giudizio davanti al Grand Jury, lei si piazzava in piedi vicino alla porta con un blocco di carta in qualità di scriba della comunità, e annotava tutto ciò che veniva chiesto e tutto ciò che veniva detto, e se non ti relazionavi pienamente con lei eri una persona non gradita. Se disobbedivi alla mentalità militante della «security culture» o fingevi di seguirla, lei ti aggrediva in un attimo. Quindi, che lei sia caduta come un castello di carte alla prima pressione, è stato sorprendente.
Stava insieme a Stan da qualche tempo — un paio d'anni forse — ma avevano un rapporto terribile. Lui l'ha colpita in faccia un paio di volte. Erano proprio cattivi tra di loro. Nella mia testa pensavo: ecco un'altra donna intelligente che è talmente insicura di sé da stare con un pezzo di merda. Lei era superiore a lui sotto molti aspetti.
Mi domandavo: «perché stanno insieme?». Lei viveva con me e lui veniva di tanto in tanto, stupido come un pezzo di carta igienica. Ricordo che spesso chiedeva: «Come sta Jeff (Luers)?». Jeff era in carcere in quel momento, ed io presumevo ciò accadesse perché tante persone sapevano che io ero l'avvocato di Jeff e molte persone che non facevano realmente parte dell'ambiente mi avvicinavano per chiedere «Come sta Jeff?»; quindi non ho mai ritenuto strano che Stan mi chiedesse di Jeff.
Naturalmente col senno del poi mi sono resa conto che Stan era coinvolto nel secondo incendio di Romania (Jeff era stato incriminato per il primo incendio di Romania [concessionaria della Chevrolet], e il secondo incendio è stato il giorno in cui avrebbe dovuto iniziare il processo a Jeff nella stessa città in cui si erano verificati gli incendi. Si ritiene che il secondo incendio di Romania sia stato determinante nell'imposizione della sentenza originale di 23 anni da parte della Corte) ed aveva un enorme senso di colpa per la condanna di Jeff.
Ad un certo punto Lacey mi ha detto che lei e Stan si sarebbero trasferiti a Bend, in Oregon. Al momento, ad essere sinceri, ho pensato che si trattasse di una manovra per una questione di violenza domestica. Che lui voleva portarla fuori città. Ma anche quando si è trasferita a Bend, ogni tanto abbiamo fatto escursioni insieme e cose del genere.
 
È stata un'esperienza dura rendersi conto che un’amica di lunga data, qualcuno con cui avevi vissuto assieme, fatto cose assieme, poteva piegarsi così facilmente?
Sì, certo. Era la prima volta nella mia vita, così come nella vita di molte altre persone vicine a me. Abbiamo dovuto cancellare degli amici come se fossero morti. Abbiamo seppellito gente a destra e a sinistra. Persone che hanno collaborato con la giuria, persone come Lacey. Abbiamo perso una dozzina di esseri umani nella nostra comunità, per sempre. È stato come un processo di lutto.
E se fosse solo per questo, sarebbe stato sopportabile. Ma quando lei ha cercato per di più di coinvolgermi, in quel momento ho perso le staffe. Ecco perché le persone della comunità che le sono rimaste amiche, purtroppo non possono più essere mie amiche. Lei è molto intelligente, era una giornalista quindi molto brava con le parole. Entrambi i suoi genitori sono avvocati e lei era un’animatrice di dibattiti, insomma potenzialmente molto brava a persuadere la gente. Può essere efficiente e pericolosa. È stata una grande perdita per il movimento, avvenuta in teoria a causa del ragazzo. Perché se Stan non avesse cominciato a parlare, non credo che lei avrebbe avuto qualche motivo per farlo. Credo che la ragione per cui è diventata una informatrice è perché lui l'ha denunciata, e in sostanza per lei era prioritario stare con lui.
 
– Ciò porta ad un argomento interessante di cui non credo si sia parlato molto, ovvero le relazioni intime e come spesso queste relazioni siano collegate a situazioni in cui le persone finiscono col diventare informatori, oppure ci sono informatori che hanno relazioni con persone per poi denunciarle. Pensi che questo sia un tema abbastanza ricorrente, che sia qualcosa su cui dovremmo riflettere e parlare di più?
Credo che la fragilità umana e il degrado umano a tutti i livelli diventino un problema enorme ogni volta che si ha a che fare con i principali problemi della «security culture». Che si tratti di tossicodipendenza, o di qualsiasi altra cosa, questioni simili emergono sempre.
Nel «Green Scare» c'è stato Darren Thurston che è saltato fuori dalla nave della non-collaborazione in conseguenza alle pressioni di Chelsea Gerlach, che all'epoca era la sua romantica partner. E Chelsea stava specificamente cercando di coinvolgere le persone in modo da ottenere sconti di pena dagli agenti federali. Si è incontrata con molti di quelli che non collaboravano per cercare di far loro cambiare idea. Quindi ci sono stati sicuramente alcuni esempi di ciò all'interno del «Green Scare».