Brulotti

Potere totale male totale

Parrebbe che l'immensa catastrofe attuale, dovuta anzitutto ai regimi totalitari, senza voler con ciò assolvere quelli democratici, avrebbe dovuto aprire gli occhi ai più; ma per intanto non si nota che la tendenza ad estendere il totalitarismo al mondo intero. 
È insomma tristamente logico. Ammessa l'esistenza di poteri, invano si pretenderà distinguerli in legittimi e illegittimi. La forza soltanto li mantiene e li estende, la forza che non ha nulla da vedere con la legittimità. Anzi più un potere è mostruoso, più incute con la paura il rispetto. Non si può parlare di grandi potenze senza grandi impotenze di popoli e di piccoli Stati.
Non si può immaginare pretesa più odiosa che quella d'esigere «il potere, tutto il potere», ossia di dominare su masse di cui si requisiscono tutte le forze e tutti i beni, cosicché perdono ogni vita propria e non esistono che come strumenti ciechi d'occhiuta rapina. 
Il dominio dell'uomo sull'uomo con tutte le usurpazioni che ne derivano, ecco la maggiore sorgente dei mali dell'umanità. Si è creduto rimediarvi, scacciando dei poteri per sostituirvene degli altri, e se qualche miglioramento si è avuto, fu in una diminuzione non in un accrescimento della loro autorità. Potere totale è così eguale a male totale. Ecco perché noi dobbiamo combattere soprattutto quei che cianciano d'un potere forte, d'un governo che governa, di un'autorità rispettata, d'una disciplina rigorosa, tutte cose che mirano all'annientamento della persona umana, alla militarizzazione universale, alla soppressione d'ogni indipendenza, volontà e iniziativa dei singoli. Col pretesto di tutto proteggere, regolare, dirigere, salvare, si mira a soffocare ogni possibilità d'emancipazione, ogni tentativo di ribellione, ogni aspirazione di giustizia. 
 
 
[Il Risveglio clandestino, n. 4, dicembre 1940]