Brulotti

Disarmare

Gli Stati si armano. Anzi, sviluppano e moltiplicano i loro armamenti da guerra. La guerra si prepara nella pace. Le nazioni attualmente sono in stato di pace. Ma la pace apparente d’oggi è molto più pericolosa e minacciosa della guerra di ieri. È un periodo di pace in cui non si pensa e non si lavora che per scatenare e potenziare la prossima guerra. Tutti gli Stati vogliono e preparano la guerra. Tutti i governanti e tutti i militarismi pensano alla guerra. A che servirebbero gli eserciti se non si dovessero fare più guerre? Tutti i popoli lavorano febbrilmente per la guerra. 
A chi è utile la guerra? Alle dinastie, alle caste militari, ai finanzieri, ai capitalisti, ai fornitori.
A chi è dannosa la guerra? Al proletariato, ai lavoratori tutti. Ma chi arma la guerra è il proletariato. È il proletariato che fabbrica i fucili, le mitragliatrici, i carri d’assalto, i cannoni, gli aeroplani, le navi, i sottomarini, i gas, le polveri, gli esplosivi e ogni altro ordigno micidiale. Ed è il proletariato che marcia a fare la guerra. I lavoratori sudano per fabbricare le armi che dovranno ucciderli. Le loro mani, dopo aver fabbricato le armi, le impugnano per uccidersi.
Cosa si direbbe di un individuo il quale, non con la coscienza di suicidarsi, ma per desiderio di vivere, faticasse ostinatamente a fabbricarsi un’arma per poi rivolgerla mortalmente contro se stesso? Si direbbe che è un idiota o un pazzo.
E non meno idiota o pazzo è il proletariato che fabbrica armi e macchine micidiali per poi adoperarle a maciullarsi.
Dunque gli Stati capitalistici, ad opera e in danno dei rispettivi proletariati preparano la guerra. Ma non la meschina guerra di ieri l’altro di appena dieci milioni di morti. Bensì, come ha detto un deputato francese e come dicono tanti scienziati e tecnici al servizio del regno della morte, «la prossima guerra che sarà una guerra di distruzione tremendamente potente».
La scienza guerresca fa dei progressi prodigiosi. Conta distruggere — con le sue meravigliose invenzioni e scoperte scientifiche — intere città in poche ore. Mezzo, uno, cinque milioni di persone cadranno esanimi, come cinque milioni di cimici, sotto l’azione di asfissianti o sotto diluvi di fuoco.
La scienza progredisce, gli scienziati imbarbariscono e l’Umanità istupidisce e perisce. Perciò le Nazioni armano. Sembrano prese da una collettiva follia degli armamenti.
Armano per ucciderci, decimarci. E noi non ci accorgiamo nemmeno che lavoriamo per armarle.
Ma se non siamo degli idioti o dei pazzi, dobbiamo riconoscere la delittuosa colpa nostra, massima colpa nostra.
E dobbiamo disarmare.
Rifiutandoci dal fabbricare armi e macchine da guerra; rifiutandoci dal fare il soldato; rifiutandoci dal rispondere a qualsiasi chiamata alle armi o ordine di mobilitazione; rivoltandoci distruttivamente contro la guerra e contro ogni opera di guerra.
Disarmiamo il nemico Stato.
 
 
[la Rivendicazione, anno II, n. 20, 29 marzo 1924]